Iab Forum 2018. Il digital advertising cresce dell'11% a tre miliardi. Ma tre quarti vanno agli Ott
Nei dati di Nielsen e Osservatorio Internet Media del Polimi, il digital appare secondo solo alla tv quanto a raccolta pubblicitaria e i due mezzi insieme pesano per il 77% sugli investimenti pubblicitari complessivi. Il digital adv cresce ma è un mercato iper concentrato, con gli Over The Top come Facebook e Google che ne detengono circa il 75% e ne determinano la crescita, senza però creare valore in termini occupazionali e di gettito fiscale. Noseda, presidente di Iab Italia, chiede un intervento delle istituzioni per riequilibrare gli assetti concorrenziali
13 novembre 2018 - Il comparto del digital advertising in Italia è in crescita per il decimo anno consecutivo e sfiorerà nel 2018 i 3 miliardi di euro, in aumento dell'11% rispetto al 2017. Tre miliardi (2,97 per la precisione) costituiscono oltre un un terzo degli investimenti pubblicitari complessivi e pongono il digital dietro solo alla televisione: tv e web insieme quest'anno supereranno il 77% della raccolta complessiva. Il trend emerge dagli studi di Nielsen e dell'Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, presentati ieri in anteprima allo Iab Forum 2018, il maggior evento italiano sulla comunicazione digitale, in corso anche oggi a Milano.
Il problema è che si tratta di un mercato iper concentrato dove gli Over The Top come Facebook e Google detengono circa il 75% del mercato (71% nel 2017), gli stessi che determinano la quasi la totalità della crescita del settore.
“Sono dati che fanno riflettere sul futuro del digital advertising, uno dei più innovativi e dinamici comparti dell'intera industria digitale – ha detto Carlo Noseda, presidente di Iab Italia –, perché ci mettono di fronte al paradosso che vive la nostra filiera: la pubblicità digitale cresce ininterrottamente da dieci anni, passando dagli 0,8 miliardi di euro del 2008 ai quasi 3 miliardi del 2018, ma la stessa è quasi totalmente in mano ai grandi della rete che creano però meno valore, sia in termini occupazionali sia di gettito fiscale”. Noseda ha definito urgente un intervento delle Istituzioni e del Governo che riequilibri gli attuali assetti concorrenziali per permettere a tutti gli operatori - editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company - di giocare ad armi pari.
“Gli Ott inoltre – ha continuato - possonCarlo Nosedao contare su ingenti risorse finanziarie che derivano in grande parte dall'enorme vantaggio fiscale di cui godono nei Paesi in cui operano, poiché non assoggettati allo stesso sistema fiscale delle realtà locali. Risorse che questi colossi impiegano in sviluppo tecnologico e attività di M&A, togliendo alle aziende domestiche ogni remota possibilità di poter competere sullo stesso piano, limitando le loro capacità di crescita o addirittura di sopravvivenza”.
Come si è detto, Nielsen attesta come la tv rimanga il mezzo predominante, col 45% degli investimenti complessivi. Ma ha lasciato quote al digitale che arriva al 33%. La radio si conferma un mezzo resiliente, con crescita del 4,2%, mentre la stampa è in decrescita (-8,3%). Le aziende investitrici si approcciano in modi diversi al digitale: la distribuzione dedica il 44% dell'investimento in comunicazione above the line al digitale, il tempo libero solo l'11,4%, l'automotive il 37%, telecomunicazioni il 17,8%.
L'Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano ha messo in evidenza il trend dei singoli singoli formati pubblicitari online. Rimane dominante la display (banner tradizionali, video, spazi nei social network, nuovi formati native) che vale il 62% dell'intero mercato. Nel 2018, la sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 24%. Cresce bene, oltre il 30%, anche la raccolta derivante dai diversi formati native, in valore assoluto però pesano ancora poco rispetto alle altre tipologie display.
Segue la componente legata alla search (il 28% circa del totale investimenti in internet advertising), con un incremento stimato per fine anno appena sotto le due cifre percentuali. Completano il quadro la raccolta derivante dalla classified (in crescita circa del 7%) e dall'email (+3%). In aumento anche il programmatic che, con 482 milioni di euro di investimenti nel 2018, ha un peso sul totale internet adv del 16% (15% nel 2017).
"Queste evidenze imporrebbero agli Ott un atteggiamento più responsabile, nella gestione della trasparenza e della brand safety, per garantire condizioni di corretto funzionamento della filiera, soprattutto nei confronti delle aziende investitrici” ha commentato Andrea Lamperti, direttore dell'Osservatorio. Emerge innanzitutto la necessità di una maggiore trasparenza, che deve essere garantita anche da questi colossi attraverso il monitoraggio e la validazione degli investimenti pubblicitari, effettuati sulle loro piattaforme, da parte di enti terzi indipendenti. Allo stesso tempo, vi è un tema di brand safety che deve essere affrontato con più chiarezza da questi attori a sostegno delle politiche di marca delle imprese.
Semi di Lino, brand di Alfaparf Milano (professional beauty), debutta in tv con una campagna ideata da Caffeina, che ha curato ideazione creativa e produzione. L'obiettivo è di rafforzare il dialogo diretto con consumatori che oggi scoprono e scelgono i prodotti attraverso un percorso multicanale, facendo leva su credibilità ed expertise costruite nel tempo nel mondo professionale. Al centro la sensazione di capelli luminosi, leggeri e perfettamente curati che si prova dopo essere stati dal parrucchiere e che pare difficile ricreare dopo il lavaggio a casa. Caffeina ha costruito un racconto che porta il know-how professionale di Semi di Lino nella quotidianità delle persone, trasformando il brand in alleato per ricreare anche a casa l‘effetto salone e rompere la ‘maledizione del giorno dopo’. “Vogliamo raccontare direttamente ai consumatori il patrimonio professionale di Semi di Lino, senza perdere il forte legame con i saloni e con i professionisti che fanno parte della nostra storia e della nostra identità. Il percorso si inserisce anche nella partnership di Alfaparf Milano con X Factor Italia, di cui siamo beauty partner " ha dichiarato Michele Borri, chief commercial officer di Alfaparf Milano. Oltre al film tv, prodotto da Haibun group con regia di Giorgio Neri, la campagna è declinata su digital, Ooh e Dooh, e materiali per i saloni. (26 ottobre 2026)
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Giuliani affida comunicazione e media relations a Hopscotch Italy. Giuliani farmaceutici affida a Hopscotch Italy le attività di comunicazione e le media relations
Exhibition Hub porta a Milano l'esperienza immersiva ‘7 Wonders of the World’
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Le 7 Meraviglie del mondo antico e le 7 Meraviglie del mondo moderno possono essere esplorate, ricostruite, anche attraversate, nell'esperienza interattiva allo Spazio Ventura a Milano (via privata Giovanni Ventura 15), dal 25 ottobre al 21 aprile: un viaggio nel tempo e nello spazio alla scoperta di opere leggendarie e immortali. Dopo le mostre dedicate a Titanic, Monet e Van Gogh, Exhibition Hub con Fever propone ‘7 Wonders of the World – Immersive Experience’, mostra che accompagna il pubblico attraverso 4.500 anni di storia, tra monumenti iconici, misteri e straordinarie imprese ingegneristiche. Durante il percorso, attraverso la realtà virtuale, proiezioni a 360° e schermi interattivi, i visitatori potranno scoprire come sono state costruite queste opere e quale ruolo abbiano avuto nelle civiltà che le hanno realizzate. La mostra ha il patrocinio del Municipio 3 del Comune di Milano. Info al link. (26 ottobre 2026)
SULLO SCHERMO227
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A SOUL IN STRUGGLE / Docufilm
P49, società di Padova specializzata in AI, innovazione tecnologica, comunicazione e produzione audiovisiva, ha ideato per la World Scleroderma Foundation il docufilm ‘A Soul in Struggle’ in cui, grazie all'AI generativa, porta sullo schermo Leonardo da Vinci, Michelangelo, Renoir e Paul Klee. P49 firma la regia, affidata al coo Jimmy Cutrino, e le ricostruzioni storiche. Dopo Rimini, Milano e Atene, Venezia è la quarta tappa del percorso internazionale del docufilm in quasi un anno: verrà proiettato nella serata di charity del 17 ottobre al Palazzo del Casinò. (Nel video il trailer)
Grazie all'AI, usata come linguaggio cinematografico al servizio del racconto, tornano visibili i volti, i luoghi e i momenti della vita di quattro grandi artisti del passato accomunati da patologie reumatologiche, dalla fragilità fisica e dalla progressiva difficoltà del corpo, ma che non hanno mai smesso di creare. Alle loro storie si intrecciano le testimonianze di chi oggi convive con la malattia e le voci di Horacio Pagani, Guido Ciompi, Émeric Pinkowicz (Musée Renoir) e Michele Dantini. Il risultato è un progetto in cui arte, ricerca scientifica, cinema e innovazione tecnologica convergono per proporre una narrazione della sclerodermia e delle malattie reumatiche, che parte dalla malattia ma guarda soprattutto alla persona, alla sua identità e alla capacità di continuare a creare.