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 FOCUS

Kantar e l’impatto del Covid-19 sui cittadini dei Paesi G7.
In Italia 3 su 4 approvano l'operato del Governo
ma 4 su 5 temono per il reddito personale


Uno studio condotto sul panel online di Kantar ha rilevato che il 76% dei cittadini Italiani approva l'operato del Governo, mentre in Usa lo approva solo il 53% ed in Giappone il 35%. Ma solo il 44% degli italiani pensa che i servizi pubblici siano pronti a far fronte all'epidemia e alle sue conseguenze. Tre italiani su quattro sono in autoisolamento e nove su dieci temono per la salute di amici e parenti

(26 marzo 2020) - Livelli molto alti di supporto alle azioni intraprese dal proprio Governo, preoccupazione per la sanità pubblica, una elevata comprensione delle precauzioni da prendere per limitare la diffusione del virus. Questo l'atteggiamento dei cittadini dei Paesi del gruppo G7 (Italia, Francia, Germania, Giappone, Canada, Uk e Usa) secondo le evidenze emerse dallo studio internazionale condotto da Kantar per valutare l'impatto del Coronavirus.

Lo studio ha valutato la reazione personale, l'effetto sulle abitudini, l'impatto sulle finanze personali, la percezione e la comprensione delle indicazioni del Governo, le opinioni sulle misure intraprese dal Governo stesso, la fonte di informazioni più attendibile e le percezioni sui potenziali interventi di contrasto alla diffusione del virus.

Lo studio è stato condotto fra il 19 ed il 21 marzo, online per rispettare il protocollo di sicurezza anti-contagio, attraverso 7.005 interviste ad adulti di 16+ anni del panel Kantar equamente ripartite tra i 7 Paesi. Ha evidenziato che:

• 7 cittadini su 10 (71%) nei paesi del G7 dichiarano che il Coronavirus ha già impattato sul loro reddito, con l'Italia all'85% e Usa e Canada al 75%.
• 3 cittadini su 4 (73%) sono (molto o abbastanza) preoccupati per la propria salute. Ma ancora di più, 8 persone su 10 (82%) si dichiarano preoccupate per l'eventuale contagio di famigliari ed amici, con una percentuale che arriva al 93% degli intervistati in Italia.
• I notiziari tv sono considerati la fonte più affidabile per quanto riguarda le informazioni relative al virus in paesi quali Italia, Francia, Germania, Giappone e Regno Unito, mentre per i canadesi è il Governo e per gli Stati Uniti il medico/operatori sanitari.
• L'isolamento personale in casa è attualmente effettuato dalla maggioranza dei cittadini in Francia (85%), Italia (75%), Canada (67%), Usa (64%). In Germania (44%), Uk (43%) e Giappone (21%) non è ancora una pratica diffusa
• E per quanto riguarda l'operato dei Governi? L'Italia è d'accordo (76%), il Canada al 66% molto o abbastanza d'accordo così come la Francia (61%). Ma purtroppo la lezione di paesi più in difficoltà come il nostro o la Cina (e ora anche la Spagna) non sembrano essere utili: negli Usa solo il 53% approva le misure prese dal Governo ed in Giappone addirittura solo il 35%.

“Questo studio internazionale offre uno sguardo chiaro sulla situazione sociale nei diversi Paesi, analizzando la percezione dei cittadini coinvolti nell'emergenza sanitaria - ha dichiarato Michelle Harrison, global ceo Public Division Kantar - . Evidenziare l'impatto economico-finanziario a livello famigliare e segnalare quanto i cittadini siano coinvolti e stiano rispettando le raccomandazioni del Governo, avendole comprese, è cruciale perché la politica sia in grado di rispondere in modo efficace e le società possano riprendersi progressivamente”.

Quanto agli italiani, mostrano di aver compreso l'importanza delle misure prese dal Governo e le stanno implementando come richiesto: “ Il sentimento comune è di voler fare il proprio compito per riuscire a superare l'emergenza e poter ritornare alla normalità - ha detto Federico Capeci, ceo Italy, Greece & Israel, Insights Division - . Kantar è impegnata su diversi fronti per comprendere il nuovo contesto, in ambito politico sociale ma anche economico, con studi come questo che servono da bussola per poter navigare attraverso i grandi rischi ma anche attraverso le opportunità che nasceranno da questo momento: spesso sono infatti proprio i cittadini, gli utenti, i consumatori che con il loro senso comune illustrano la strada alle istituzioni e alle aziende”.

Opinione pubblica sull'impatto economico finanziario
Il 70% dei cittadini dei Paesi del G7 afferma che il coronavirus ha o avrà un impatto sul proprio reddito familiare. In Italia lo afferma l'85% dei cittadini, rispetto al 76% in Canada, al 74% negli Stati Uniti, al 70% in Gran Bretagna, al 65% in Giappone e Francia e al 58% in Germania. In Italia il 37% afferma di averne già subito le conseguenze sul piano finanziario personale, mentre un 47% se le aspetta per il futuro.

Fonte di notizie considerata più affidabile
La televisione è considerata la fonte più affidabile e in grado di fornire le informazioni più attendibili sul coronavirus in Italia (37%), Francia (33%), Germania (31%), Giappone (46%) e Gran Bretagna (28%).

Percezioni sull'efficacia del Governo e sulla cooperazione internazionale
Lo stato dove l'opinione pubblica approva maggiormente le azioni intraprese dal Governo è l'Italia, dove l'impatto del virus sulla salute dei cittadini è attualmente il più pesante. Il 76% dei cittadini in Italia afferma di approvare la risposta del proprio Governo alla pandemia (molto o abbastanza).

Alla domanda sulla cooperazione tra paesi in tutto il mondo per fronteggiare la pandemia, il 71% delle persone in Canada la considera molto o abbastanza buona, rispetto al 65% negli Stati Uniti, al 62% in Gran Bretagna, al 54% in Francia, al 45% in Germania e il 37% in Italia e Giappone.

Impatto percepito sul funzionamento e la reazione dei servizi pubblici
I cittadini di Canada, Germania e Gran Bretagna sono più propensi a pensare che i servizi pubblici nel loro paese siano pronti a far fronte all'epidemia e alle sue conseguenze. In Italia lo pensa il 44%, mentre i francesi sono i più scettici col 33%.

Azioni personali intraprese
Il 68% delle persone afferma di aver iniziato a tenere le distanze, niente strette di mano: la percentuale è più alta in Canada (88%) e in Italia (85%) e più bassa in Giappone (28%). Il 27% delle persone afferma di aver iniziato a indossare una maschera. La percentuale è più alta in Giappone (65%) e in Italia (62%).



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Deblock debutta in Italia in OOH
a Milano e Roma con Evolution Group
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Arriva in Italia Deblock, fintech francese che offre il conto corrente integrato con la blockchain e la finanza decentralizzata, col supporto di una campagna OOH realizzata da Evolution Group. Visibile fino a fine luglio, è presente a Milano e Roma su 1200 billboard, tra cui un cartellone di 300 mq in corso Garibaldi 113 e alla stazione Isola di Milano. Il payoff ‘Il tuo conto corrente rende 0. Deblock è al 4%’ sottolinea i vantaggi della startup. Parallelamente, sono state attivati podcast e collaborazioni con influencert. Deblock presenta un nuovo prodotto, ampliando le classi di investimento: liquidità, criptovalute e materiali preziosi fisici, tutto accessibile da un unico conto corrente. Si tratta di una novità assoluta in Europa per un conto corrente e rappresenta una nuova tappa nella convergenza tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata. Lanciata in Francia nell'aprile 2024, Deblock conta oltre 500.000 clienti. È regolamentata dalla Banque de France (ACPR) come istituto di moneta elettronica e possiede una licenza MiCA rilasciata dall'AMF. (14 luglio 2026)

 

SULLO SCHERMO
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.  


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