AgCom, 900 milioni di ricavi in meno alla stampa nel 2012, 800 in meno alla tv
La Relazione annuale dell'Agcom al Parlamento ha mostrato come sia proseguita nell'ultimo anno l'espansione del comparto online, mentre l'editoria, la radio e la tv siano risultati in flessione rispetto al 2011. I servizi digitali alimentano la dieta mediatica, nel consumo di tv continua il predominio della generalista
10 luglio 2013 - La stampa periodica e quotidiana ha perso nel 2012 quasi 900 milioni di ricavi, ovvero il 14.1% del fatturato, passando dai 6,18 miliardi di euro del 2011 ai 5,31 del 2012. Lo ha evidenziato la Relazione annuale dell'Agcom al Parlamento che ha mostrato come nei media sia proseguita nell'ultimo anno l'espansione del comparto online, mentre l'editoria, la radio e la televisione siano risultati in flessione rispetto al 2011. Sul fronte della raccolta pubblicitaria, il totale raggiunto dai mezzi è stato di 8.329,8 milioni con una flessione del 13.3%, e tutti sono risultati in calo ad eccezione di internet che è ha raggiunto i 1.552.6 milioni, in crescita del 10.3%, portando la sua quota sul mercato dei mezzi al 18,6%, inferiore alla tv e alla stampa presa nel complesso ma superiore a quotidiani e periodici valutati singolarmente.
I ricavi dell'editoria quotidiana sono passati dai 2.899,6 milioni del 2011 ai 2.595,2 milioni del 2012, con una flessione del 10.5%, mentre i ricavi dei periodici sono calati dai 3.281,4 milioni del 2011 ai 2.712,3 (-17.3%). Più nel dettaglio, i ricavi da vendita di copie (cartacee e digitali) sono scesi da 3.013 milioni a 2.714 (-9.9%), mentre la pubblicità è passata da 2.649 a 2.143 (-19.1%). Infine i collaterali che avevano apportato al settore 371,2 milioni nel 2011 ne hanno fruttati solo 302,2 nel 2012 (-18.6%). Stabili invece provvidenze e convenzioni: 147,6 milioni di ricavi.
Sul fronte della tv, solo il canone (+2,3%) resiste alla flessione generalizzata dei ricavi (-8,7%): la pay-tv segna -1,4%, la pubblicità -17,9%, provvidenze e convenzioni -15,1%. Nel complesso la tv registra ricavi per 8.224 milioni contro i 9.003,6 del 2011 (in linea col 2010), così ripartiti: 2.487,8 per Mediaset (di cui 1.966,5 per la pubblicità e 520,2 per la pay), 2.631,6 per Sky (di cui 2.436,5 per abbonamenti), 2.443,2 per Rai (di cui 1.643,2 per il canone e 683,6 per la pubblicità) e 146,6 per Telecom Italia Media (tutto da pubblicità), mentre altri 614.5 sono stati appannaggio di altri operatori.
I servizi digitali – fa notare in apertura la Relazione - alimentano la dieta mediatica: ogni italiano consuma in media l'equivalente di 8 dvd al giorno (circa 36 Gigabyte), attività che occupa circa 4 ore e 30 minuti della giornata. Quanto alla tv, il consumo continua a essere dominato dalla tv generalista che nel 2012 ha visto il 40% di share medio giornaliero in mano alla Rai e il 35% a Mediaset, anche se i 6 canali hanno registrato un calo nell'ascolto medio, solo in parte compensato da una crescita dell'audience dei canali tematici. L'audience satellitare intanto è rimasta stabile intorno al 12-13%, mentre sono cresciuti gli altri canali terrestri. La relazione dell'AgCom sottolinea infatti che “a fronte dell'inerzia delle posizioni degli operatori storici, è possibile osservare un lento ma costante declino dei canali generalisti e un correlato consolidamento dei canali tematici, anche grazie alla diffusione del digitale terrestre, indicazione di una fruizione maggiormente personalizzata del contenuto televisivo”.
Da fine 2012 con il completamento dello switch-off, quasi l'85% della popolazione fruisce di contenuti televisivi in tecnologia digitale terrestre, mentre la restante parte ne usufruisce tramite la piattaforma satellitare mentre sono del tutto marginali gli ascolti realizzati dalle piattaforme Iptv, peraltro in calo rispetto alle rilevazioni precedenti: appare netta la preferenza da parte degli utenti verso il consumo dei prodotti televisivi tramite le piattaforme televisive tradizionali.
Venendo in particolare ai telegiornali trasmessi dalle principali emittenti nazionali, si evidenzia una maggior attenzione degli spettatori verso forme di informazione alternativa. Sia nelle fasce mattutine che in quelle serali, il Tg1 e il Tg5 perdono quasi 2 punti percentuali di ascolti ciascuno. Lo stesso calo avviene per il Tg di La7 mentre sono sostanzialmente stabili i dati di ascolto di Sky Tg24, con valori di poco inferiori allo 0,5%.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.