Vizeum si riposiziona con tagline ‘Connections that count’
Nel mondo interconnesso guidato dal digitale il network media del gruppo Aegis si reinventa all'insegna di convergenza e globalizzazione. Al centro dell'attenzione le connessioni tra marche e consumatori. Nove gli hub, da quello di Wiesbaden dipende l'Italia con l'area Emea. Obiettivo, crescere sui clienti globali
23 aprile 2013 - Il network media Vizeum del gruppo Aegis Media (recentemente acquisito da Dentsu) rinnova il posizionamento a dieci anni dalla creazione, adottando la tagline “Connections that count”. Nato unendo spin off di Carat in alcuni Paesi e seconde insegne media in altri (in Italia vi confluì Horizon, nato nel ’99 per gestire i brand locali e quelli in concorrenza con clienti di Carat), oggi è una realtà presente in 45 Paesi con oltre 1.000 addetti che lavorano per clienti globali gestiti a livello centrale e locale.
“È il momento di reinventare il nostro brand - annuncia Thomas Le Thierry d'Ennequin, tra i fondatori dieci anni fa e oggi presidente di Vizeum Global – in un mondo guidato dal digitale e sulla base di due fenomeni che lo animano: la convergenza e la globalizzazione”. Oggi marche e consumatori si incontrano su più piattaforme e device, tutto è connesso, interdipendente, trasparente. Le marche devono creare connessione coi consumatori e con le community, con relazioni durature nel tempo: la chiave del successo è avere persone coinvolte col brand. I mass media sono diventati ‘mass of conversations’. “Vizeum – continua Le Thierry d'Ennequin – deve far leva sulle connessioni tra persone e marche per reinventare il modo di porsi sul mercato. ‘Connections that count’ significa che tutte le connessioni interpersonali, dalle strategiche alle minori, diventano il centro di attenzione della nostra attività”.
Il network mette a punto un nuovo metodo di lavoro, supportato da tool proprietari. Tra questi, è allo studio nella sede francese un'innovativa app per smartphone, che verrà testata in estate e poi adottata entro fine anno in tutte le sedi, con cui fornire informazioni in tempo reale su quante persone stiano facendo attività di search su una certa marca, quali conversazioni si svolgano intorno a essa, su quali piattaforme, anche analizzando le analoghe attività dei competitor.
La globalizzazione poi comporta che si cambi organizzazione, un network non può più essere un gruppo di agenzie, ciascuna con la sua identità. Deve essere un'unica agenzia interconnessa, con un'unica identità. La riorganizzazione di Vizeum prevede che il network venga guidato da 9 hub in cui è gestito almeno un cliente globale, che sia centro di eccellenza per almeno un settore, che gestisca almeno una disciplina globale, che coordini una determinata area geografica. I 9 hub hanno sedi a Los Angeles, New York, Londra (dove c'è il global headquarter), Parigi, Shanghai, Tokio, Mosca, Melbourne e Wiesbaden. Da quest'ultima, specialista in consumer research & insight, dipende l'Italia insieme a tutta l'area Emea.
Un altro plus è l'appartenenza a un gruppo come Aegis Media, con modello operativo proprietario, che garantisce supporto e soluzioni integrate tra le diverse agenzie specialistiche del gruppo, a cui si aggiunge ora la complementarietà geografica apportata da Dentsu.
Vizeum riposizionato guarda ora al futuro con l'obiettivo di accrescere i clienti internazionali. Tra questi già conta Fox, Total, Heinz, Panasonic, Bmw, Bpi. Panasonic e Bmw sono anche clienti di Vizeum Italia, che da inizio anno è guidato dalla ceo Barbara Sala, insieme a clienti con interessi internazionali come Indesit, Pernod Ricard e Guaber. (V.S.)
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Moby conferma Gibbo & Lori e Next Media per la campagna estate 2026
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Next Media (part of Be Closer) firma la strategia di media planning e buying a supporto della compagnia di navigazione Moby, rinnovando un rapporto consolidato nel tempo. È confermata anchea la direzione creativa di Gibbo & Lori. La campagna prevede un articolato sistema di affissioni a Milano, con presenza diffusa lungo la circonvallazione e nei principali punti di passaggio strategici. La radio continua a rappresentare uno dei pilastri della pianificazione e anche la televisioneè parte integrante del media mix. Il digitale si inserisce nel percorso già avviato con successo nelle precedenti stagioni attraverso attività volte a garantire continuità di presidio e coerenza lungo l'intero funnel, massimizzando le opportunità di contatto con gli utenti nei diversi momenti decisionali. (17 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.