Parte da un'edicola milanese allestita con armi finte la campagna per un ritorno a un giornalismo responsabile e costruttivo. Appello ai presidenti di Cnog, Rai, Fieg e agli editori tutti perché l'approccio all'informazione sia meno drammatico, più equilibrato, più rappresentativo della realtà
4 novembre 2021 - Parte oggi presso l'edicola di corso San Gottardo 21 a Milano la campagna ‘L'informazione può essere pericolosa. Al giornalismo della paura, preferiamo quello delle soluzioni’ promossa dall'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo e dall'agenzia Tbwa/Italia, ideatrice del progetto. Niente prodotti editoriali, l'edicola è interamente allestita con armi finte a simboleggiare la potenza e la forza dei media, soprattutto in questa epoca di fake news e di utilizzo massivo dei social network per reperire informazioni, che con la pandemia ha generato ansie e paure, anche per l'uso di un sensazionalismo capace di creare uno stato di giudizio alterato e potenzialmente pericoloso.
L'obiettivo dell'iniziativa è di sensibilizzare la filiera dell'informazione, in cui la fiducia è oggi ai minimi storici
(fonte: Edelman Trust Barometer 2021), riportando al centro i valori e la mission dei media quali garanti di un'informazione vera, corretta e approfondita.
Presso l'edicola vengono distribuiti volantini informativi e viene lanciata una petizione indirizzata al presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, alla presidente della Rai Marinella Soldi, all'a.d. della Rai Carlo Fuortes, al presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti e a tutti gli editori e direttori di testate ed emittenti radio-tv, a cui si chiede di adottare un nuovo approccio nel comunicare le notizie, ovvero in modo meno drammatico, più equilibrato, più rappresentativo della realtà.
"Molte grandi testate giornalistiche oltre confine incluse diverse tv di Stato nord-europee da anni hanno scelto un giornalismo più costruttivo, più rispettoso nei confronti degli utenti, riconquistando la fiducia e l'audience persa in decenni di cattiva informazione" ha dichiarato Silvio Malvolti, presidente dell'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo. Aggiunge Mirco Pagano, chief creative officer di Tbwa/Italia: “Come comunicatori, sentiamo e abbiamo il dovere di contribuire alle cause importanti della nostra società, per questo abbiamo fatto nostra la causa dell'Associazione. Conosciamo bene il potere delle parole e crediamo che dare visibilità a un problema così importante, ma così latente, possa contribuire a migliorare la visione del mondo in cui viviamo e in cui vogliamo continuare a sperare”.
L'Associazione Italiana Giornalismo Costruttivo, fondata nel 2004 dall'editore e giornalista Silvio Malvolti, ha come principale missione di "cambiare il mondo dell'informazione per cambiare la visione del mondo" e riportare il giornalismo ansiogeno di oggi a un giornalismo più costruttivo e più oggettivo, attraverso le attività formative, editoriali e divulgative in Italia e nel Sud Europa. (
www.giornalismocostruttivo.com).