Sanremo chiude con ascolti in crescendo e una raccolta record di 38 milioni
La finale ottiene una share media del 53.5%, tra il 49.9% della prima parte e il 62.5% della seconda, meno dello scorso anno, ma con notevole successo per un'edizione coraggiosa senza l'appeal del pubblico in sala e senza l'evento diffuso in città. Tagliavia, Rai Pubblicità, “il mercato ha apprezzato la volontà di esserci”. In forte crescita la fruizione digitale. La raccolta supera quasi di un milione quella già record dell'edizione 2020, con costi inferiori, in rispetto del saving del 5% imposto a Rai 1
8 marzo 2021 - Finale con ascolti in crescita per Sanremo 2021, vista in media su Rai 1 da 10.715.000 spettatori con una share media del 53.5%, frutto del 49.9% di share (13.203.000 telespettatori) della prima parte (dalle 21.23 alle 23.50) e del 62.5% (7.730.000) della seconda, durata dalle 23.55 all'1.59 (qui finisce la rilevazione). Ma bisogna resistere ancora prima che i Maneskin, vincitori increduli, scatenino di nuovo l'energia del loro rock ricantando ‘State zitti e buoni’ (all'annuncio della vittoria sono stati generati 6mila tweet in un minuto).
Meno ascolti dell'anno scorso quando la finale di sabato 8 febbraio registrò una share media del 56,8% nella prima parte e del 68,8% nella seconda, ma certamente un notevole successo per un'edizione coraggiosa, la seconda (forse ultima) condotta senza risparmio dal tandem Amadeus-Fiorello, pur senza l'appeal che crea il pubblico in sala. E con tutte le difficoltà di garantire sicurezza nell'emergenza sanitaria. Basti dire - come è stato elencato nella conferenza stampa post evento - che sono stati utilizzati 2.000 flaconi di gel disinfettante, 25.000 mascherine FFP2, 12.000 chirurgiche e sono stati fatti ben 5.800 tamponi di cui solo 9 positivi all'antigenico (8 i confermati al molecolare, costati l'assenza alla Ventura e la presenza virtuale a Irama).
Assente dalla piazze, il Festival è stato in crescita sul fronte digitale: le cinque giornate festivaliere hanno registrato una crescita del 30% del consumo on demand rispetto al 2020, con 30 milioni di interazioni social. Per la finale l'aumento dei device collegati è stato del 40%.
Record per la raccolta pubblicitaria. Nonostante il taglio dell'evento diffuso all'esterno (nel 2020 Rai Pubblicità aveva condotto il progetto ‘Tra palco e città), la raccolta della concessionaria su tv, radio e digital è stata di 38 milioni di euro, quasi un milione in più dell'anno scorso: “Il mercato ha apprezzato la volontà di esserci – ha detto in conferenza stampa Gian Paolo Tagliavia, a.d. di Rai Pubblicità -, ha apprezzato il segnale forte dato da Rai nel realizzare il Festival”. Quanto ai costi che l'anno scorso furono di 18 milioni, il direttore di Rai 1, Stefano Coletta, senza rilasciare numeri, ha dichiarato che “è stato rispettato pienamente il saving di rete del 5%”. Il Festival insomma è costato meno di quello 2020.
Capitolo compensazioni per gli ascolti più bassi del previsto. Era stato promesso un 2% in più a fronte di listini aumentati del 9%. Ma Tagliavia sembra tranquillo: “Sono clienti chGian Paolo Tagliaviae ci danno fiducia da tanto e l'anno scorso i risultati sono stati superiori al previsto. E poi gli ascolti vanno pesati, guardando ai target. Perdere ascolti sugli over 65 ma guadagnarli sulle fasce più pregiate dal punto di vista pubblicitario è un fatto positivo per spender e concessionaria”. Tagliavia ha infine indicato come interessante e positivo l'atteggiamento di clienti che hanno valorizzato Sanremo con creatività ad hoc per il Festival , nonché la collaborazione tra inserzionisti come il co-marketing tra Tim e Costa Crociere.
Isomar Occhi Secchi debutta in tv
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Euritalia Pharma porta per la prima volta Isomar Occhi Secchi in tv con una pianificazione estiva pensata per rafforzare la brand awareness del marchio e supportarne le vendite. La campagna, on air per tre settimane fino al 25 luglio e poi dal 2 al 15 agosto per due settimane, rappresenta un importante investimento per il brand, che sceglie un approccio multicanale per raggiungere il grande pubblico nei mesi in cui la secchezza oculare tende ad accentuarsi. Lo spot è trasmesso su Rai 1, Rai 2, Rai News24, Rai Sport, La7, Sky Uno, Sky TG24, Tv8, Canale 5, Rete 4, La5, Focus, Cielo, Real Time, Nove. La copertura digitale prevede Amazon Prime Video, Connected Tv e YouTube. La creatività punta su un linguaggio capace di raccontare in modo immediato il disagio degli occhi secchi e l'importanza di prendersi cura del benessere oculare.(17 luglio 2026)
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Dopo Collistar e Borotalco, Bolton affida a We Are Social anche digital e social di Chilly, Rio Mare e WC Net. Bolton, impresa familiare italiana di beni di largo consumo che controlla oltre 60 marchi nei settori food, home care, personal care, adhesives e beauty, amplia l'incarico a We Are Social affidando le attività digital e social di Chilly, Rio Mare e WC Net
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Un ‘Retail Media Village’ presso Intersections 2026 a Milano. Anche il Retail Media Village torna a far parte di Intersections, il grande evento di comunicazione, marketing, creatività e tecnologia che si terrà il 28 e 29 ottobre all'Allianz MiCo di Milano con tema ‘The Power of Influence’ (vedi news)
Moby conferma Gibbo & Lori e Next Media per la campagna estate 2026
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Next Media (part of Be Closer) firma la strategia di media planning e buying a supporto della compagnia di navigazione Moby, rinnovando un rapporto consolidato nel tempo. È confermata anchea la direzione creativa di Gibbo & Lori. La campagna prevede un articolato sistema di affissioni a Milano, con presenza diffusa lungo la circonvallazione e nei principali punti di passaggio strategici. La radio continua a rappresentare uno dei pilastri della pianificazione e anche la televisioneè parte integrante del media mix. Il digitale si inserisce nel percorso già avviato con successo nelle precedenti stagioni attraverso attività volte a garantire continuità di presidio e coerenza lungo l'intero funnel, massimizzando le opportunità di contatto con gli utenti nei diversi momenti decisionali. (17 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.