Tax credit per gli spot girati al 100% in Italia, lo propongono i registi Lucini e Bravetta di Air3
Per sostenere l'industria degli audiovisivi in Italia nel dopo Covid, i due registi inviano al ministro Franceschini la proposta di riconoscere un credito di imposta per le produzioni pubblicitarie che si avvarranno al 100% della filiera italiana e valorizzeranno il territorio del Bel Paese. Potranno fregiarsi di un logo ad hoc
8 setteLuca Lucinimbre 2020 - I registi Luca Lucini e Nicolò Bravetta di Air 3, Associazione Italiana Registi, lanciano dalla pagine di Genio & Impresa, web magazine di Assolombarda, un'idea per la ripresa del settore del cinema e dell'industria degli audiovisivi in Italia dopo il Covid. La proposta, che presto arriverà sul tavolo del Ministro Franceschini, è di un credito d'imposta per le aziende che sceglieranno di girare spot al 100% italiani, valorizzando talenti e il territorio del Bel Paese. È previsto anche un logo di riconoscimento ad hoc.
Produrre direttamente in Italia, oltre a valorizzare attori, musicisti, maestranze e territorio, potrebbe essere il punto di svolta per la ripresa di un settore che, secondo i dati Nielsen, nel 2019 ha generato 7 miliardi di euro e che coinvolge duemila imprese e 20mila addetti ai lavori, costretti a fermarsi durante i tre mesi dell'emergenza sanitaria.
Ma non è tutto. “L'ideaNicolò Bravetta è di creare una sorta di logo per poter premiare gli utenti pubblicitari e quelle produzioni che si avvarranno al 100% di tutta la filiera italiana per girare uno spot – spiegano i due registi –. Le aziende potranno fregiarsi del logo e di un notevole ritorno di immagine per il sostegno all'Italia in questo momento così difficile. Per un tax credit, come avviene nelle produzioni cinematografiche, stiamo confrontandoci con la Confederazione Nazionale dell'Artigianato (CNA). L'obiettivo è di presentare la proposta al Ministro Franceschini”.
Il 30% delle produzioni cinematografiche avviene all'estero perché risulta più economico e con meno burocrazia: “ L'iniziativa - aggiungono i due - potrebbe anche rappresentare una grande possibilità di ripresa per il settore alberghiero e della ristorazione che sono stati tra i più colpiti dalla pandemia e una grande opportunità formativa per i giovani talenti costretti molto spesso ad andare all'estero per lavorare”.
Fiat 500 Hybrid Cabrio Dolcevita nella hit estiva di Fabio Rovazzi con Arisa e Nino D'Angelo
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Fiat 500 Hybrid Cabrio Dolcevita è entrata a far parte del videoclip da 3 minuti della hit estiva ‘La costiera amalfitana’ di Fabio Rovazzi con Arisa e Nino D'Angelo, portando sullo schermo il suo inconfondibile stile italiano. ‘La costiera amalfitana’ racconta l'estate italiana da tre punti di vista: Fabio Rovazzi al Nord la vive come un incubo; Arisa la passa in un paradiso del Mediterraneo; Nino D'Angelo, dopo essere stato portato da Rovazzi al lido dell'Idroscalo, torna di corsa verso casa e invita tutti a raggiungerlo in Costiera. La 500 Hybrid Cabrio Dolcevita è inserita in un racconto fatto di amicizia, spensieratezza, musica e voglia di stare insieme, elementi che da sempre caratterizzano la stagione estiva. Col suo design senza tempo, la capote elettrica in tela e la motorizzazione ibrida, la vettura interpreta il concetto di mobilità semplice, emozionale e vicina alle persone.(16 luglio 2026)
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SiVola pianifica il circuito cinema di Rai Pubblicità per l’arrivo del film Odissea. Per l'uscita nelle sale del colossal Odissea di Christopher Nolan, la travel tech company SiVola porta nei cinema del circuito Rai Pubblicità uno ‘spot non spot’ ironico e fuori dagli schemi, interpretato dal co-founder Nicolò Balini
Kering affida il media globale a Publicis Groupe. Si è conclusa con l'incarico assegnato a Publicis Groupe la gara media indetta dal gruppo del lusso Kering, cui fanno capo marchi come Gucci, Balenciaga, Bottega Veneta, Alexander McQueen, Saint Laurent e Brioni
Rinnovo globale dell'identità visiva di Lay's a cura del PepsiCo Design & Innovation Centre. Alle soglie dei cento anni di storia, le patatine Lay’s (PepsiCo) hanno rinnovato globalmente l'identità visiva
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IGPDecaux reinterpreta Milano nella campagna istituzionale di bikeMi
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È in OOH la nuova campagna istituzionale di bikeMi, il servizio di bike sharing del Comune di Milano e ATM, gestito da IGPDecaux. Mira a posizionare il servizio come componente strutturale dell'intermodalità cittadina, integrata nel sistema di Trasporto Pubblico Locale e capillarmente presente sul territorio. Ne sono protagonisti i quartieri, le piazze e le stazioni reinterpretati attraverso headline che giocano con il linguaggio e col territorio: Dateo gioca sul doppio significato ‘da ‘te/da me’; Conciliazione sull'equilibrio tra vita privata, lavoro e spostamenti; Cinque Giornate ribalta la percezione del tempo; Porta Romana diventa una micro narrazione (‘Marta porta Romana a...’); Gioia gioca sull'emozione di muoversi evitando traffico e congestione. Le cinque grafiche costituiscono il primo flight di una campagna multisoggetto che proseguirà nei prossimi mesi con nuove creatività. Il progetto è ideato e sviluppato dal team Comunicazione di IGPDecaux e dalla sua in-house agency Studiò per la parte creativa, col contributo dell'illustratrice Margherita Caspani. (16 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.