Rai Fiction presenta ‘ Io sono Mia’, film-evento sulla vita di Mia Martini, nei cinema e poi su Rai Uno
Il biopic segue l'iter dello sfruttamento multipiattaforma, col debutto in quasi 300 sale distribuito da Nexo Digital e poi con l'on air in prime time su Rai Uno dopo il Festival di Sanremo. Racconta di una voce e di una personalità uniche e di una vita tormentata, ricca di grandi successi pubblici, di forti emozioni private e di crisi esistenziali. E di una maldicenza distruttiva non diversa dal tema tanto attuale della violenza sulle donne
11 gennaio 2019 - Rai presenta, a un anno di distanza da ‘Fabrizio de André Principe Libero’, un altro film-evento, il biopic su Mia Martini ‘Io sono Mia’, che replica l'iter dello sfruttamento multipiattaforma. Il debutto è in quasi 300 sale cinematografiche distribuito da Nexo Digital il 14, 15 e 16 gennaio, poi sarà in prime time su Rai Uno dopo il Festival di Sanremo. È una produzione di Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, su sceneggiatura di Monica Rametta e con regia di Riccardo Donna.
Ne è protagonista Serena Rossi che ha saputo immedesimarsi nella parte in modo totale e commovente, e che canta dal vivo i pezzi. Nel cast, tra gli altri, Maurizio Lastrico nella parte immaginaria del fotografo Andrea con cui la protagonista ha una storia d'amore tormentata, che in realtà parafrasa quella reale con Ivano Fossati che non ha voluto essere nominato nella fiction. Non ha voluto apparirvi nemmeno Renato Zero, il grande amico degli inizi. Dajama Roncione è la sorella Loredana Bertè mentre Lucia Mascini interpreta la giornalista Sandra e Mina Torresi la grande amica Alba.
Una voce unica, una carattere testardo, impetuoso e insieme fragile, una vita di grandi successi pubblici e forti emozioni private, di crisi esistenziali e decisioni difficili prese d'impulso. Il film parte dai flash sull'adolescenza col difficile rapporto col padre, per passare agli esordi a Roma e alla consacrazione nel 1972 con ‘Piccolo Uomo’ che vince il Festivalbar, seguito da ‘Minuetto’ scritto per lei da Franco Califano (Edoardo Pesce). Nel 1974 è cantante dell'anno per la critica europea e i dischi iniziano a essere venduti all'estero.
Tanto, fin troppo successo. Il mondo della musica e dello spettacolo la isola diffondendo la maligna diceria che porti sfortuna, una maldicenza distruttiva a cui Mia Martini reagirà abbandonando per anni le scene. Il film chiude sul grande ritorno al Festival di Sanremo nel 1989 con ‘Almeno tu nell'universo’ che le fruttò il premio della critica. Morirà sei anni dopo.
"È un altro ritratto di quei personaggi dello spettacolo-costume italiano - ha spiegato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction - che il servizio pubblico sceglie di raccontare perché fanno parte della nostra memoria condivisa e sono in grado di parlare anche all'oggi”. E ancora: “Io sono Mia per Rai Fiction è un progetto e una sfida, quella di raccontare una ritratto femminile potente, un destino luminoso e tragico, ma anche di toccare il tema della violenza sulle donne visto sotto un profilo diverso dal solito, quello subdolo della maldicenza, una forma terribile di esclusione e di ingiustizia”.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Aperte le iscrizioni al 62° Oscar di Bilancio. Sono aperte le iscrizioni alla 62a edizione dell'Oscar di Bilancio che valorizza le migliori esperienze di reporting e rendicontazione, promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e Ferpi
To Be All Group rafforza la governance. To Be All Group, specializzato nella creator economy, nel talent management e nella produzione di progetti di branded entertainment ed eventi, rafforza la struttura manageriale con l'ingresso di Matteo Acquaviva e Nicolò Raffaelli
Raphaël de Andréis assume la nuova carica di chief strategy officer di Havas unendola a quella di ceo Western Europe. Havas ha nominato Raphaël de Andréis a chief strategy officer, carica che aggiunge a quella di di ceo Western Europe
Coo’ee firma la campagna del Festival Internazionale del Cinema Nuovo. Coo’ee Italia firma anche per il 2026 la campagna di comunicazione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo, diretto da Luigi Colombo, rinnovando la collaborazione con Mediafriends
Bonomelli conferma la gestione di digital e social a I MILLE. Bonomelli ha rinnovato l'incarico a I MILLE Creative Consultancy (Gruppo TXT) per la gestione strategica e creativa dei canali digitali
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Continua la crisi della pubblicità sulla stampa, -6,2% nei primi cinque mesi del 2026. Tra gennaio e maggio il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha subito una flessione del 6,2%
Aperto il bando Milano Pitch 2026 per giovani autori di editoria e audiovisivo. Sono aperte le candidature a Milano Pitch 2026, contest per aspiranti scrittrici e scrittori, sceneggiatrici e sceneggiatori lombardi under 40, che mette in palio borse di sviluppo per 26.000 euro
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.