Promosso da Igersitalia, il Codice propone un insieme di norme generali di comportamento trasparente per chi promuove su web e social prodotti, servizi, destinazioni turistiche su commissione, traendone un guadagno. In progetto anche un elenco nazionale dei content creator professionali dopo un percorso formativo e un disegno di legge per dare al settore un sistema di regole condivise
29 giugno 2017 - Crescono le iniziative per la qualità della comunicazione digitale. Segue a ruota al rilascio del Libro Bianco dei grandi player del mercato (
vedi news di ieri 27 giugno), l'annuncio di Igersitalia (Associazione nazionale degli appassionati e dei professionisti della produzione di contenuti digitali) di aver messo in rete il Codice Etico per i Digital Content Creator, ovvero fotografi, instagramer, videomaker, blogger, influencer che, con i propri contenuti e attraverso i propri canali web e social, promuovono prodotti, servizi, destinazioni turistiche su commissione, traendone un guadagno. Il Codice è stato redatto dall'associazione e ed è visibile su
http://instagramersitalia.it/codice-etico-per-i-digital-content-creator/.
Voluto dal Comitato Scientifico di Igersitalia, costituito due mesi fa, il documento nasce dalla volontà di fare chiarezza nel settore della comunicazione digitale in forte crescita, in assenza di un quadro normativo. “Il codice trova applicazione pratica nelle Guideline - ha detto Ilaria Barbotti, presidente di Igersitalia - Ma stiamo lavorando alla realizzazione anche di altri strumenti per rendere operativo quanto condiviso, come la costituzione, entro l'anno, di un elenco nazionale al quale i content creator, professionisti o aspiranti tali, potranno iscriversi dopo aver aderito a Igersitalia e completato un percorso formativo abilitante”. C'è anche l'impegno di proporre un disegno di legge da presentare in Parlamento con l'obiettivo di dare al settore un sistema di regole condivise e universalmente riconosciute.
L'iscrizione all'elenco nazionale costituirà per gli iscritti una forma di ‘certificazione di professionalità’ nei confronti di agenzie e brand, sempre più sensibili al tema della trasparenza nella comunicazione
Secondo i primi punti del Codice, nell'espletamento di incarichi professionali il digital content creator (DCC) rende esplicita e chiara la natura promozionale dei contenuti pubblicati attraverso i propri canali, utilizzando diciture condivise: “contenuto realizzato in collaborazione con”, “sponsored by”, inserimento di hashtag quali #ad e #sponsored. Una indicazione improntata alla trasparenza e che rende chiara fin da subito la natura consulenziale del DCC, figura che “assume carattere professionale nel momento in cui è regolamentata da un contratto/accordo e ha come contropartita un compenso economico” (punto primo del Codice).
Serietà, riservatezza, coerenza, rispetto della privacy, dell'immagine della committenza e della professionalità dei colleghi; contratti/accordi di collaborazione, realizzazione di mediakit professionale; copertura assicurativa e certificazioni; divieto di compravendita follower; gestione dei contenuti pubblicati in adempimento agli impegni contrattuali; compensi: sono alcuni dei temi trattati che vanno a completare il quadro di riferimento espresso nel Codice e che trovano applicazione pratica nelle Guideline.