CannesLions 2017 – C'è malcontento tra i network. Sorrel di Wpp e Wren di Omnicom ritengono che il Festival abbia distolto il focus dalla creatività e che dovrebbe rivedere un modello troppo orientato a tecnologia e profitto. Publicis Groupe annuncia che non parteciperà l'anno prossimo per concentrare gli investimenti sull'implementazione della piattaforma ‘Marcel’. CannesLions corre ai ripari, annunciando un advisory committee di grandi advertiser, network e sponsor, chiamato a dar forma al futuro dell'evento, perché continui a rispondere ai bisogni dell'industry pubblicitaria
26 giugno 2017 - Troppa tecnologia, troppi premi, troppa confusione, troppo ‘money oriented’. Il Festival Internazionale della Creatività sembra non avere più come ‘core’ la celebrazione dell'eccellenza creativa, l'obiettivo si è spostato eccessivamente sul profitto e i veri protagonisti sembrano essere ormai le società tecnologiche. Una critica, o forse solo una lamentela, arrivata però da voci autorevoli.
La bomba è scoppiata con la dichiarazione di Arthur Sadoun, nuovo presidente e ceo di Publicis Groupe, che ha annunciato che nel 2018 l'holding non parteciperà a CannesLions né ad alcun altro Festival nel mondo. La spese di marketing, che solo per CanneLions tra iscrizioni dei lavori (in più categorie e subcategorie), tempi dedicati in patria a presentarli al meglio, presenza dei delegati del gruppo a Cannes supera abbondantemente i dieci milioni di euro, saranno tagliate per dedicare ogni sforzo economico all'implementazione di ‘Marcel’, piattaforma di Intelligenza Artificiale che terrà in contatto continuo tutti i team di Publicis nel mondo per individuare le più efficaci e immediate soluzioni di comunicazione e marketing a vantaggio dei clienti.
Fin qui una decisione strategica, rispettabile, da parte del gruppo. Più critico è stato il ceo di Wpp, Martin Sorrel, in uno scambio di opinioni con John Wren, ceo di Omnicom Group. I due si sono trovati concordi sul fatto che il Festival abbia distolto il “focus dalla creatività” e che dovrebbe rivedere il modello. E anche che sarebbe il caso di trasferire la kermesse in altra location (meno esosa e distraente) tipo Londra, New York o Berlino. Possibilità che appare, tuttavia, molto remota. Lungi, in ogni caso, da Sorrel l'idea di boicottare il Festival.
Come scrive
Campaign, i boss dei sei maggiori gruppi pubblicitari mondiali avevano già discusso un anno fa privatamente dell'opportunità di ripensare il Festival, quando, su invito del segretario dell'Onu Ban Ki–Moon, si erano dichiarati pronti a mettere a disposizione tutte le capacità dell'industria della comunicazione per dare un aiuto ad affrontare i problemi più urgenti del mondo (
vedi news del 27 giugno 2016 ).
Gli organizzatori hanno preso atto e si sono affrettati ad annunciare la creazione di un advisory committee che aiuti a “dare forma al futuro dell'evento, in modo che continui a rispondere ai bisogni dell'industry pubblicitaria”. Sono chiamati a farne parte i maggiori advertiser, gli sponsor, i network di agenzie, il sindaco di Cannes: una piattaforma di ‘stakeholder’ che condivideranno punti di vista e raccomandazioni per migliorare la CannesLions experience.
Hanno già dato la disponibilità a partecipare grandi clienti come Marc Pritchard, chief brand officer di Procter & Gamble; Keith Weed, chief marketing and communications officer di Unilever; Fernando Machado, head of brand marketing di Burger King; Fiona Carter, chief brand officer di AT&T e Jan Derck van Karnebeek, chief commercial officer di Heineken. Altri membri saranno annunciati a breve e ci sarà subito un primo incontro. Philip Thomas, ceo di Ascential Event proprietaria del brand CannesLions, ha dichiarato: “La cosa che ci unisce tutti è che crediamo nella forza e nel potere della creatività nel mondo e questo è il cuore di quanto facciamo. Condivideremo le raccomandazioni del committee con la comunità creativa globale”. L'operazione Rethink the Festival pare avviata.