Aifi, Apsti, Endeavor, Iban, Italia Startup, PniCube, Roma Startup formulano proposte di intervento per completare e migliorare la normativa sulle startup. Talenti, capitali, semplificazioni ed exit sono le quattro aree oggetto di proposte
28 novembre 2016 - Si presentano per la prima volta insieme le sette associazioni che rappresentano le differenti anime della filiera del sostegno e del finanziamento alle startup: Aifi, Apsti, Endeavor, Iban, Italia Startup, PniCube, Roma Startup. Si sono coordinate per promuovere un manifesto unitario con proposte concrete per l'adozione di strumenti utili a favorire l'innovazione e la capacità di attrarre talenti e capitali, per recuperare il gap nello sviluppo d'imprese, nella creazione di posti di lavoro qualificati e nella creazione di valore.
Il decreto Crescita 2.0 del 2012 ha reso il mercato e gli operatori sensibili verso i temi dell'innovazione, del trasferimento tecnologico e degli investimenti in startup innovative. Ora è il momento di affrontare la ‘manutenzione evolutiva’ di questi interventi. Il manifesto contiene indicazioni per consolidare le iniziative legislative in essere, in coerenza con provvedimenti del Piano Industria 4.0, in parte avviati con la legge di Stabilità, e per migliorare la competitività del sistema Italia.
Sono state individuate quattro aree: talenti, capitali, semplificazioni, exit.
L'area
talenti riguarda il perfezionamento del sistema dei visti e gli interventi che facilitano la contaminazione tra mondo della ricerca ed esperienze nella creazione di impresa come, ad esempio, la tutela del posto di lavoro per i ricercatori che decidono di avviare una startup.
L'area
capitali riguarda il potenziamento degli incentivi fiscali esistenti (incisività e durata) per moltiplicare le fonti di capitale di rischio a favore delle neo imprese, nonché la richiesta di una maggiore flessibilità del contesto regolamentare.
L'area
semplificazione identifica la necessità di portare a zero gli oneri in fase di tentativo di impresa, per esempio con un regime alternativo che, al di sotto di una soglia di fatturato annuo o patrimonializzazione, esenti da adempimenti necessari quando si passa a una fase di vita meno precaria dell'impresa. Per quanto riguarda gli incubatori di impresa, la proposta è di segmentarne le tipologie e individuare best practice, riconosciute a livello nazionale, per rilanciare questi soggetti come strumenti di sviluppo economico.
L'area
exit si focalizza su un incentivo fiscale che favorisca la crescita, rendendo le startup appetibili per ulteriori round di finanziamento o per acquisizione da parte di grandi aziende.