Raccontare al mondo il Brasile con onestà, emozione e coraggio, Marco Balich spiega il pensiero dietro allo show più bello del mondo
Il produttore esecutivo della cerimonia d'apertura delle Olimpiadi è tornato a IF! Italian Festival per spiegare come si fa la sintesi di un Paese, con sincerità, nel bene e nel male, per un risultato che sia efficace sia nello stadio che in tv. E riuscendo a mandare per la prima volta anche un messaggio ‘quasi’ politico a 3 miliardi di persone
11 ottobre 2016 - A ‘No show no business’, terza edizione di IF! Italian Festival a Milano (6-8 ottobre), c'è stato spazio anche per lo show più grande del mondo, quello della cerimonia di apertura delle recenti Olimpiadi di Rio, un evento che ha parlato a 3 miliardi di persone. Per raccontare il pensiero dietro all'evento è tornato a IF! l'ideatore e produttore esecutivo della mega cerimonia affidata a Filmmaster, Marco Balich: “Produrre per le Olimpiadi – ha esordito – è l'esperienza più bella per chi fa il mio mestiere. Si tratta di fare un esercizio di sintesi di cosa sia un Paese, per un risultato che sia efficace sia nello stadio che in tv. E siccome potevamo parlare al mondo ci siamo impegnati a dare un significato a tutto quello che facevamo con sincerità e coraggio”.
La prima sfida è stata quella di raccontare il Brasile mostrando il senso del ritmo e dell'allegria, e superando tante difficoltà, tra cui la cronica disorganizzazione e la riduzione drastica del budget preventivato, arrangiandosi con quanto era disponibile, pur sapendo di avere come riferimento eventi grandiosi con quelli di Atene, Pechino, Londra. “Abbiamo mostrato - ha proseguito Balich - la Foresta Amazzonica e reso un tributo alla cultura indigena, alla mescolanza di razze, alla capacità di godere delle diversità. Niente Led costosi, ma un gioco di elastici molto scenografico. Poi abbiamo mostrato la foresta urbanizzata degli anni 60 da cui sono nate le favelas e le contraddizioni”. È stata individuata una personalità che avesse inventato qualcosa di speciale ed è stata presentata l'impresa di Santos Dumont, pioniere dell'aviazione, che all'inizio del secolo scorso a Parigi fu il primo al mondo a decollare autonomamente (a differenza dei Wright catapultati), facendo la prima dimostrazione pubblica di un aeroplano. Fu anche inventore del primo orologio da polso, modello che aveva chiesto all'amico Cartier in epoca di orologi da taschino, inadatti a un pilota in volo (fu la genesi della linea Cartier Santos).
“Abbiamo voluto sottolineare il senso di accoglienza – racconta ancora il creativo – portando in scena dei transgender. Con onestà abbiamo parlato di quanto c'è di bello e di quanto c'è di brutto nel Paese, della vulnerabilità e della tolleranza come un bel messaggio da mandare al mondo. Abbiamo inviato messaggi universali, sulla sostenibilità, affrontando il problema del global warming, nonostante la riluttanza del Cio”. C'è stata l'idea degli alberelli piantati da ogni atleta in gara (“sarebbe bello farlo anche con gli spettatori nei concerti”) ed è stato creato e mostrato un logo che era segno di pace: “Per la prima volta il Cio ha permesso di inviare un messaggio quasi politico”.
Una novità assoluta, in nome della sostenibilità, che potrebbe essere adottata d'ora in poi nelle Olimpiadi, è stata la sostituzione del calderone della fiamma olimpica, che consumava tonnellate di gas, con una piccola fiamma abbinata a una delle sculture che si muovono col vento del designer Anthony Howe.
È andata a finire che i giapponesi hanno chiesto al team di produrre il Flag Handover, la breve cerimonia finale della consegna della fiamma olimpica da Rio a Tokyo, sede dell'edizione 2020.
“Per parlare al mondo – ha concluso Balich– ci vogliono onestà, emozione e coraggio. Bisogna essere onesti, evitare manifestazioni pompose che non riflettono quello che si è, ed è questa una regola che vale anche per le convention. Bisogna metterci contenuti ed emozione, avere il coraggio di affrontare le sfide e difendere e portare avanti le proprie idee”. Balich non si smentisce, l'aveva detto anche un anno prima alla giovane platea di IF!: “I processi creativi trovano spesso ostacoli, ma i no nutrono le idee”.
Factorial lancia Scartoffie, campagna che ironizza sulla burocrazia in azienda
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È on air ‘Scartoffie’, campagna ideata da Fuego Camina Conmigo per Factorial, software di gestione aziendale potenziato dall'AI. Racconta con ironia il caos quotidiano nelle aziende a causa della burocrazia, una delle tensioni culturali del lavoro contemporaneo, rafforzando il posizionamento del brand come alleato per semplificare la complessità amministrativa, permettendo ai manager di concentrarsi su ciò che conta davvero. Attraverso la ripetizione e l'ironia, lo spot rende tangibile la frustrazione quotidiana, per via di un flusso frenetico di email, approvazioni, fogli di calcolo, moduli infiniti. La produzione è firmata da Vampire con regia di Nicolás Vázquez e David Camarero, La campagna è on air fino a giugno in Spagna e Italia su canali digital, social, in Ooh, a eventi di settore e tramite influencer marketing. Factorial ha anche realizzato un report in cui stima fino a oltre 530mila euro l'anno le perdite per una società di 100 dipendenti, tra inefficienze e rallentamenti e un manager su tre che dedica oltre cinque ore a settimana ad attività burocratiche. Il report completo è disponibile al link. (20 maggio 2026)
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Da Audioutdoor dati di pre e post analisi giornalieri aggiornati settimnalmente. Audioutdoor ha iniziato il rilascio dei dati di pre e post analisi giornalieri con aggiornamento settimanale, finora disponibili con cadenza mensile
Elettra Lamborghini nel roster di Rai Pubblicità per progetti di branded entertainment. Dopo quelle con Stefano De Martino e Lele Adani, Rai Pubblicità annuncia una collaborazione con Elettra Lamborghini per progetti di branded entertainment e comunicazione integrata
Gazzetta dello Sport lancia GazzaPlay per coinvolgere la community con la gamification dei contenuti editoriali. È online GazzaPlay, il nuovo hub giochi de La Gazzetta dello Sport, pensato per offrire agli utenti un'esperienza tra informazione, intrattenimento e passione sportiva
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Manfredi Roesler Franz sulle vette della Valtellina alla ricerca della purezza di Levissima. Firma Ogilvy Italia
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IL CLUB - CANZONI SOTTO LA PELLE / Talk musicale su RaiPlay
Prende il via l'8 maggio su RaiPlay il primo boxset di 5 episodi, seguito da un secondo di altri 5 il 15 maggio, del talk show musicale ‘Il Club - Canzoni sotto la pelle’ dedicato a giovani e alle loro sensibilità. Condotto e ideato da Federica Gentile e Niccolò Agliardi con regia di Dimitri Patrizi, è un format original di Rai Contenuti Digitali e Transmediali dove le parole e il dibattito arrivano dai testi delle canzoni. Come tutti i programmi original nasce digital first per poi essere declinato in futuro sui canali generalisti di Rai. Ogni episodio dura 35-40 minuti.
Due coppie di cantanti si confrontano con un gruppo di giovani in studio dai 18 ai 25 anni partendo dai contenuti di due canzoni importanti della loro carriera, presentate alternate, le cui parole sono state capaci di regalare emozioni, suscitare ricordi, confermare sentimenti e intuizioni a giovani di un'età spesso costellata da domande inespresse o senza risposta. Un'età, quella adolescenziale, fragile, irripetibile, di sentimenti gridati in silenzio. Dal confronto emergono temi forti: la rabbia con Niccolò Fabi e Ensi, la ribellione con Piero Pelù e Dargen D’Amico, la sorellanza con Levante e Gaia, l'amicizia con Paola Iezzi e Willie Peyote, l'appartenenza con Jack Savoretti e Leo Gassmann, la fine di una relazione con Michele Bravi e Aiello. Le altre coppie ad avvicendarsi sono Marco Masini e Anastasio, Ditonellapiaga ed Emma Nolde, Malika Ayane e Rancore, Francesca Michielin e Margherita Vicario. La musica diventa un linguaggio per raccontare sogni, paure e desideri. “Il format – ha dichiarato Marcello Ciannamea, direttore di Rai Contenuti Digitali e Transmediali - punta ad arrivare dritto alle emozioni, proprio quelle che si nascondono ‘sotto la pelle’ del nostro pubblico, raggiungendolo in quello spazio contraddittorio e fragile che è l'adolescenza. La musica diventa un linguaggio universale e allo stesso tempo intimo. Una strofa ripresa e canticchiata racconta più di mille confessioni”.