Al via su Italia 1 ‘BlindSpot’, la serie crime fenomeno in Usa
Da martedì 10 con una doppia puntata a sera, per un totale di dieci appuntamenti, va in onda la serie che ha raggiunto 15 milioni e 200mila spettatori in Usa e vinto il Critics Choice Award. Un crime sorprendente e pieno di ritmo, come annuncia il direttore di Italia 1 Laura Casarotto, con cui la rete punta al 15% di share in prime time sul target elettivo giovane e giovane adulto
5 maggio 2016 - Parte su Italia 1 martedì 10 con una doppia puntata a sera, per un totale di dieci appuntamenti, la serie fenomeno in Usa ‘BlindSpot’, che ha avuto laggiù 15 milioni e 200mila spettatori e vinto il Critics Choice Award, e di cui è già in produzione la seconda stagione. “Un crime sorprendente e pieno di ritmo – così lo ha presentato il direttore di rete Laura Casarotto – , con forte componente action, dove i cattivi cambiano in continuazione, così come le location, dove niente è come sembra, insomma dove c'è da divertirsi”. Una serie con cui la rete generalista a vocazione giovane di Mediaset conta di portare l'audience della serata dal 10-12% anche al 15% sul target giovane e giovane adulto.
Un assaggio della storia i milanesi l'hanno avuto con l'azione di guerrilla marketing in Corso Vittorio Emanuele che ricostruiva la scena che dà inizio alla serie in Times Square: l'uscita da un borsone abbandonato di una donna nuda, completamente coperta da 200 tatuaggi e priva di memoria (vedi Fotonotizia del 18 aprile). Gli inquirenti la chiamano Jane Doe, appellativo dato in Usa a chi perde coscienza della propria identità, e ben presto capiscono che ogni tatuaggio nasconde un mistero da risolvere. La donna, interpretata dall'attrice Jaimie Alexander, conosce lingue inusuali come certi idiomi cinesi, padroneggia le arti marziali, ha mira perfetta anche sotto pressione. Il suo Dna corrisponde a quello di Taylor Shaw, la vicina di casa del detective Weller quando erano bambini, scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Anche il nome di Weller compare tra i tattoo che, puntata dopo puntata, si rivelano casi da risolvere come in un puzzle. E tra gli sceneggiatori c’è in effetti anche un esperto di puzzle del NewYorkTimes. La serie è ideata e prodotta da Martin Gero e Greg Berlanti.
Oltre all'attività di guerrilla marketing, la serie è stata annunciata da una campagna sulle reti Mediaset, in outdoor con mega affissioni e nella metro, sul digital e in radio. BlindSpot ha un sito dedicato (www.blindspot.italia1.com) mentre l'hashtag è #blindspotitalia1.
Altri lanci di nuovi programmi seguiranno a ruota su Italia 1. Il 12 maggio prenderà il via ‘Flight 616’, dating adventure show condotto da Paola Barale, mentre nella seconda metà del mese partirà la terza edizione di Top Dj, talent per aspiranti Dj.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Aperte le iscrizioni al 62° Oscar di Bilancio. Sono aperte le iscrizioni alla 62a edizione dell'Oscar di Bilancio che valorizza le migliori esperienze di reporting e rendicontazione, promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e Ferpi
To Be All Group rafforza la governance. To Be All Group, specializzato nella creator economy, nel talent management e nella produzione di progetti di branded entertainment ed eventi, rafforza la struttura manageriale con l'ingresso di Matteo Acquaviva e Nicolò Raffaelli
Raphaël de Andréis assume la nuova carica di chief strategy officer di Havas unendola a quella di ceo Western Europe. Havas ha nominato Raphaël de Andréis a chief strategy officer, carica che aggiunge a quella di di ceo Western Europe
Coo’ee firma la campagna del Festival Internazionale del Cinema Nuovo. Coo’ee Italia firma anche per il 2026 la campagna di comunicazione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo, diretto da Luigi Colombo, rinnovando la collaborazione con Mediafriends
Bonomelli conferma la gestione di digital e social a I MILLE. Bonomelli ha rinnovato l'incarico a I MILLE Creative Consultancy (Gruppo TXT) per la gestione strategica e creativa dei canali digitali
Luca Secondini direttore marketing di Mercedes-Benz Italia. Luca Secondini entra in Mercedes-Benz Italia col ruolo di direttore marketing alla guida della Direzione Data Driven Customer Journey
Continua la crisi della pubblicità sulla stampa, -6,2% nei primi cinque mesi del 2026. Tra gennaio e maggio il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha subito una flessione del 6,2%
Aperto il bando Milano Pitch 2026 per giovani autori di editoria e audiovisivo. Sono aperte le candidature a Milano Pitch 2026, contest per aspiranti scrittrici e scrittori, sceneggiatrici e sceneggiatori lombardi under 40, che mette in palio borse di sviluppo per 26.000 euro
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.