I sedici tavoli tecnici a Roma di ‘CambieRai’, con presenza di esponenti del mondo dei media, dell'informazione, dell'associazionismo e della società civile, hanno lavorato a un questionario da sottoporre ai cittadini per progettare la Rai del futuro, in vista del rinnovo della Convenzione con lo Stato. Dopo l'elaborazione dell'Istat, i quesiti saranno online sul sito del Governo per la consultazione pubblica
13 aprile 2016 - Si è tenuta a Roma ‘CambieRai’, la prima consultazione sul servizio pubblico radiotelevisivo e multimediale con cui progettare la Rai del futuro, capace di parlare in modo nuovo, in vista del rinnovo della Convenzione con lo Stato, in scadenza il 6 maggio ma che dovrebbe essere prorogata a ottobre. Sono stati attivati sedici tavoli tecnici, convocati dal Mise, ciascuno con un rappresentante di Rai, per 4 macro-aree: Sistema Italia, Industria creativa, Digitale, Società italiana.
Hanno partecipato 140 persone in rappresentanza di 62 associazioni, 20 enti pubblici e istituzioni, 11 centri studi e think tank, tra cui associazioni degli autori e produttori del mondo televisivo, del cinema, della radio, dell'animazione e dell'informazione, organizzazioni del Made in Italy, del turismo, del digitale, dei beni culturali, del terzo settore, della scuola e dell'università e anche associazioni dei consumatori: in sintesi un'ampia presenza di player di settore e della società civile.
Il compito principale è stata la stesura di un questionario che, con la consulenza tecnica dell'Istat, sarà pubblicato per 45 giorni sul sito del Governo, a partire, se i tempi auspicati saranno rispettati, dal 1° maggio, con invito ai cittadini a esprimere la propria opinione sul servizio pubblico che vorrebbero.
L'Istat elaborerà i risultati dei tavoli tecnici, poi dal 1° maggio al 15 giugno i quesiti saranno sottoposti via internet ai cittadini. Sulla base delle risposte, come ha spiegato il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, verrà messo a punto lo schema di convenzione da sottoporre Parlamento.