Zte sfida i player del mobile con prodotti col proprio marchio
Svolta strategica nel nostro Paese per la multinazionale cinese, 4º produttore mondiale. In partnership col distributore Technoit mette in commercio a prezzi concorrenziali cellulari e smartphone con marchio Zte. Modello di punta, Zte Grand X Classic
19 ottobre 2012 - Arrivano a fare concorrenza ai brand della telefonia mobile i cellulari e gli smartphone a marchio Zte, la multinazionale cinese fornitore di prodotti e servizi per telecomunicazioni fondata nel 1998, che oggi è 4º player mondiale nei device mobile e 5º nel segmento degli smartphone (5.2% del mercato globale). Con la controllata Zte Italy è dal 2007 in Italia, dove è stata protagonista di partnership con operatori italiani per la realizzazione di infrastrutture di rete e dove ha finora fornito cellulari e smartphone ai gestori che li hanno commercializzati col proprio marchio.
Ora Zte viene in luce nel mercato consumer, con l″obiettivo di sfidare gli altri player con un ventaglio di proposte, promettendo qualità a prezzi concorrenziali. Il pay off di marca è ″œbringing you closer″ ovvero ti avviciniamo alle persone, alle tue passioni, con prodotti accessibili. Per la distribuzione ha siglato un accordo con Technoit che sta collocando i primi device in arrivo dalla Cina presso le grandi catene distributive specializzate e nella Gdo.
Il debutto avviene con un portafoglio di più modelli, con l″intento di collocarsi subito come marchio rilevante. Tre gli smartphone. Zte Atlas è un primo prezzo, bianco, compatto, con display da 3.5 pollici, in vendita a 149 euro. Zte Skate con display da 4.3 pollici, luminoso e brillante, è venduto a 199 euro. Il modello premium è Zte Grand X Classic, lanciato in occasione delle Olimpiadi di Londra e già introdotto in Paesi come Uk, Svizzera, Turchia e Hong Kong. E″ stato personalizzato per il mercato italiano (la cornice cromata ha lasciato il posto a una scura che ne esalta snellezza e design), è dotato di display da 4.3 pollici e di processore dual core da 1 Ghz, e offre ampie possibilità di entertainment. Sarà venduto da metà novembre a 249 euro, circa 200 euro in meno di modelli paragonabili attualmente in commercio. C″è poi la linea di cellulari: un modello basic solo per telefonate e sms a 19 euro; R 252 con Gsm, fotocamera e radio a 49 euro e S 203, modello semplificato per i senior user a 59 euro.
La forza dei prezzi contenutissimi e quella del distributore sul fronte sell-in sono per ora le uniche armi con cui Zte affronta questa evoluzione strategica della sua presenza sul mercato italiano. Per il lancio, infatti, non è stata prevista una campagna pubblicitaria, ma solo attività di rp e azioni di in-store promotion.
Nel mondo Zte Corporation ha fatturato 13.7 miliardi di dollari nel 2011 con una crescita del 29% sul 2010. L″obiettivo è di passare dal 4º al 3º posto nel mercato globale della telefonia mobile entro il 2015.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.