Approvata la legge sulla Rai che diventa impresa guidata da un a.d.
L'amministratore delegato agirà da capo d'impresa, potrà nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali dovrà avere il parere del cda. Potrà firmare in autonomia contratti fino a 10 milioni di euro. Il cda passa da 9 a 7 membri, non più nominati dalla Vigilanza. Il presidente è ‘di garanzia’. Intanto Mediobanca ha stimato che con l'addebito del canone nella bolletta elettrica l'introito aumenterà di circa 420 milioni di euro e la Rai diventerà il primo gruppo televisivo per ricavi in Italia
23 dicembre 2015 - Evolve il servizio televisivo pubblico italiano, dopo l'approvazione ieri al Senato per alzata di mano del ddl di riforma, già approvato alla Camera. La Rai diventa unAntonio Campo Dall'Orto, a.d. Rai'impresa guidata d un amministratore delegato che agirà da capo d'impresa, il cda è più snello e non viene più eletto dalla Vigilanza, viene inoltre introdotta per la presidenza una funzione di garanzia. L'attuale d.g. Antonio Campo Dall'Orto acquisirà con l'entrata in vigore della legge i poteri previsti mantenendo anche quelli attuali.
Ecco i punti chiave della riforma:
- Secondo quanto previsto dall'articolo 2, l'amministratore delegato viene nominato dal cda su proposta dell'assemblea dei soci (il Tesoro) e resta in carica per tre anni. Può nominare i dirigenti, ma per le nomine editoriali deve avere il parere del cda, vincolante se votato a maggioranza dei due terzi nel caso dei direttori di testata. L'a.d. assume, nomina, promuove e stabilisce anche la collocazione dei giornalisti, su proposta dei direttori di testata. Può firmare in autonomia contratti fino a 10 milioni di euro (solo con l'assenso del presidente) e ha autonomia sulla gestione economica. All'a.d. spetta anche l'approvazione del piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale, con la pubblicazione degli stipendi dei dirigenti.
- È stata introdotta la figura del presidente di garanzia, nominatoMonica Maggioni, presidente Rai dal cda tra i suoi membri, ma soggetto al parere favorevole della Commissione di Vigilanza con i due terzi dei voti. I membri del cda sono ridotti da 9 a 7 di cui 2 eletti dalla Camera, 2 dal Senato, 2 nominati dal governo e 1 designato dall'assemblea dei dipendenti.
- L'articolo 1 prolunga a cinque anni la disciplina dei contratti per lo svolgimento del servizio pubblico e potenzia il ruolo del Consiglio dei ministri, che delibera indirizzi prima di ciascun rinnovo del contratto nazionale. È prevista una consultazione pubblica in vista del rinnovo della concessione del prossimo anno. Il contratto di servizio dura 5 anni.
- L'articolo 3 detta norme sulla responsabilità dei componenti del cda e prevede la deroga, rispetto all'applicazione del codice dei contratti pubblici, per i contratti aventi per oggetto l'acquisto e lo sviluppo di programmi radiotelevisivi.
Plaudono all'approvazione della riforma Antonello Giacomelli, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni (“Un bel passo per una Rai più azienda e un servizio pubblico più forte”) e Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza (“L'azienda avrà gli strumenti per rilanciarsi e reinventarsi, per tornare grande industria culturale, puntando su qualità e innovazione di contenuti e linguaggi, mettendo da parte pastoie burocratiche e ingerenze soffocanti”). Di opposta opinione i sindacati dei giornalisti, secondo cui è un doppio colpo all'autonomia del Servizio Pubblico: “Palazzo Chigi ha portato sotto il proprio diretto controllo i due pilastri dell'autonomia e dell'indipendenza dei Servizi Pubblici: fonti di nomina e finanziamenti” scrivono Beppe Giulietti e Raffaele Lorusso, presidente e segretario generale della Fnsi, e Vittorio Di Trapani, segretario nazionale dell'Usigrai. E ancora: “Da oggi l'azienda sarà guidata da un amministratore delegato, quindi da un capo azienda con molti più poteri, scelto direttamente dal governo”. Sulla stessa linea Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia: “Renzi compie un altro importante passo verso il controllo assoluto da parte dell'esecutivo dell'informazione pubblica, con i rischi che ne conseguono. Dal servizio pubblico, il cui editore è sempre stato il Parlamento in rappresentanza di tutti i cittadini, si passa a una tv integralmente controllata dal governo, e quindi da una sola parte”. E Roberto Fico, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, scrive su Facebook: “Quella approvata al Senato è una Gasparri 2.0. Renzi vuole una Rai legata a doppio filo al potere esecutivo”.
Intanto Mediobanca ha calcolato in un rapporto di Ricerche & Studi sul settore televisivo che con l'addebito del canone nella bolletta elettrica l'introito aumenterà di circa 420 milioni di euro, dai 1.569 del 2014. Il tutto nell'ipotesi di 100 euro di canone e di un'evasione ridotta al 5% rispetto all'attuale del 30,5%. La Rai, a pubblicità costante, passerebbe così da un fatturato totale di 2,45 miliardi a circa 2,87 miliardi diventando il primo gruppo televisivo per ricavi in Italia. Una famiglia su tre oggi non paga il canone, passando dal 26% al Nord al 29% nelle Regioni del Centro e al 37% al Sud e al 40% nelle Isole.
Different racconta i viaggi e l'estate per RV Roncato con l'hit Summer Euphoria
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Different (parte di Be Closer) firma per RV Roncato ‘Summer Euphoria’, campagna che presenta le collezioni estive del brand integrando musica, immagini e storytelling all'interno della piattaforma ‘Go for the pleasure’. Il videoclip originale del brano inedito Summer Euphoria, composto appositamente per il brand come una classica hit dell'estate italiana, interpreta i valori di RV Roncato: energia, colore, libertà, desiderio di partire e passione per il viaggio. E trasforma le valigie in elementi centrali dell'immaginario estivo. Un gruppo di amici arriva in una villa per un weekend d'estate, le valigie si aprono, gli outfit prendono forma, la musica diventa il motore della narrazione. La piscina si anima, nascono balli spontanei, tuffi, risate. Le collezioni Fresh Colours, Norway, Arcade e Arcade DLX accompagnano ogni fase del viaggio. La campagna è pianificata su canali digitali del brand come YouTube, Spotify, TikTok e Meta e in OOH al The Corner in zona Garibaldi a Milano.(27 luglio 2026)
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Campagna Strade Sicure e nuovo portale da Codacons, Adusbef e Assoutt. Codacons, Adusbef e Assoutt lanciano la campagna ‘Strade Sicure’ su digital e social e il portale PortaleSicurezzaStradale.it per promuovere sicurezza, prevenzione e trasparenza
Bernardino Provera head of HR and internal communication di GEDI. Bernardino Provera è stato nominato head of HR and internal communication del Gruppo GEDI (Antenna Group), effettivo dal 14 settembre
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Audiradio 2° sem. 2026, ascolti in calo. Rtl 102.5 è prima nel giorno medio, Radio Italia nei 7 gg, 105 nel quarto d'ora
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Sono stati 34.053.00 gli italiani che hanno ascoltato giornalmente la radio nel secondo trimestre del 2026, in flessione del 2% rispetto al 1° trimestre, come attestano i dati sugli ascolti radiofonici rilasciati dal Jic Audiradio. Nessun camnbiamento nelle posizioni di vertice: al primo posto per ascolti nel giorno medio si conferma Rtl 102.5 con 6.4318.00 ascoltatori, mentre la follower Radio Italia Smi ne totalizza 5.780.00 , ma sopravanza Rtl per ascolti nei sette giorni: 18.687.000 contro 17.071.000. Nel quarto d'ora medio il primato continua a spettare a Radio 105 che ne totalizza 526.000. A livello di gruppo, si conferma ancora una volta primo a livello nazionale RadioMediaset (Radio 105, Virgin Radio, R101, Radio Monte Carlo, Radio Subasio, Radio Norba) con una share del 20,9% nel quarto d'ora medio e del 47,4% nel giorno medio. (27 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.