Fastweb presenta WOW FI, servizio per navigare con la potenza della fibra ottica anche fuori casa
Già attiva in 19 città di medie dimensioni, arriva anche a Milano la soluzione di wi-fi diffuso, in cui ogni modem Fastweb viene messo a disposizione della community dei clienti aderenti, diventando punto di accesso per navigare con la velocità e la qualità della fibra ottica anche in mobilità, senza costi aggiuntivi. Già attivi 150.000 hot spot di cui 45.000 a Milano. Entro la fine del 2016 WOW FI sarà esteso a tutte le città raggiunte dall'operatore. L'innovazione viene comunicata con maxi affissioni e proiezioni serali su edifici in luoghi centrali di grande passaggio, con creatività di Take
4 Aberto Calcagnodicembre 2015 - Fastweb ribalta il concetto di 'connessione forte solo in casa' presentando WOW FI, soluzione di wi-fi diffuso riservata ai clienti, in cui ogni modem Fastweb viene messo a disposizione della community della clientela che decide di aderire, diventando punto di accesso per navigare con la velocità e la qualità della fibra ottica anche in mobilità, senza costi aggiuntivi e avendo traffico praticamente illimitato. Ogni modem wi-fi diventa un hot spot mettendo a disposizione della community la banda larga inutilizzata, e chi decide di offrire accesso (scelta libera da cui si può recedere quando si vuole) potrà connettersi quando è fuori casa al wi-fi degli altri membri della community.
Oggi ogni possessore di smartphone sviluppa in media 5,8 Gb di traffico al mese su internet, ma solo il 20% passa da reti mobili. L'80% è gestito con wi-fi, con i tre quarti del traffico sviluppato indoor, in casa o in ufficio: “Intendiamo rafforzare la copertura wi-fi in esterno – ha detto Alberto Calcagno, a.d. di Fastweb - offrendo ai clienti la possibilità di navigare sempre e ovunque con la velocità e la sicurezza della fibra ottica. L'iniziativa rientra nel nostro impegno continuo verso l'innovazione in cui investiamo il 30% del nostro fatturato”. Fatturato che quest'anno è intorno ai 2 miliardi di euro.
Il servizio, prima testato a Monza e a Livorno, poi arrivato a diciannove città di medie dimensioni, è partito ieri anche a Milano con 45.000 hot spot a disposizione, su un totale di 150.000 già attivati in Italia. Seguiranno Roma a febbraio, Firenze e Torino a marzo, Bologna e Genova ad aprile e, entro la fine del 2016, tutte le altre città italiane raggiunte dalla rete dell'operatore a banda ultralarga.
Per entrare nella community, l'utente dovrà la prima volta che utilizza il servizio selezionare la rete WOW FI Fastweb e autenticarsi utilizzando username e password ricevuti via sms. Poi smartphone, ipad e tablet (se ne possono collegare fino a quattro contemporaneamente con le stesse credenziali, ad uso della famiglia) si connetteranno automaticamente ovunque sarà disponibile la rete WOW FI. “La nostra soluzione di wi-fi condiviso è unica – ha detto Federico Ciccone, chief strategy officer di Fastweb - perché progettata e realizzata interamente in Fastweb, in modo da garantire controllo, qualità e sicurezza. Non richiede app o ripetuti login, ed è progettata per tutelare al massimo sicurezza e privacy dei clienti”.
Per informare i clienti della novità in questi giorni viene inviata una comunicazione one-to-one (“preparati a fare WOW”). Inoltre, per far conoscere a tutti l'opportunità rivolgendosi anche ad utenti potenziali, è prevista a Milano una campagna in esterna con una maxi affissione in corso Buenos Aires e una serie di proiezioni, a partire dalla 17.30, su edifici in luoghi centrali di grande passaggio, al ritmo di tre al giorno: l'11 ad esempio in Porta Romana, piazza XXV Aprile e Porta Garibaldi, il 12 al Castello, all'Arco della Pace e in San Babila, etc. La creatività si deve a Take. Il media è curato da Vizeum, centrale che, per inciso, è coinvolta nella gara per l'assegnazione dell'incarico media del 2016, a cui partecipano anche Omd, Mindshare e ZenithOptimedia e il cui esito dovrebbe essere noto entro fine mese. Il budget di comunicazione è confermato per il 2016.
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Factorial lancia la campagna globale ‘El Enredo’ che ironizza sulle tante complicazioni sul lavoro
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Fogli Excel duplicati, processi frammentati, comunicazioni che si perdono, attività manuali lente: sono tante le complicazioni sul lavoro, col rischio di ritrovarsi intrappolati in un groviglio di inefficienze. Da questa immagine nasce ‘El Enredo’ (‘Il Groviglio’), la nuova campagna globale di Factorial (software di gestione aziendale potenziato dall'AI) realizzata dall'agenzia Fuego Camina Conmigo. Racconta con ironia e un linguaggio visivo d'impatto il caos che caratterizza la quotidianità di molte organizzazioni. Con la campagna Factorial si posiziona non solo come software per le Risorse Umane ma anche di piattaforma AI per la gestione aziendale. Al centro della campagna c'è una metafora visiva: un enorme nodo composto da cavi, schermi, cartelle, documenti e persone in cui tutto si intreccia senza essere realmente connesso. Dopo una prima fase per stimolare curiosità e conversazione attorno ai costi nascosti della disconnessione tra strumenti e processi aziendali, una seconda fase prevede il lancio globale della campagna, con diffusione di un video che dà vita alla metafora del groviglio. Il film è prodotto da Agosto e diretto da Dario Fau. (23 ottobre 2026)
SULLO SCHERMO227
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A SOUL IN STRUGGLE / Docufilm
P49, società di Padova specializzata in AI, innovazione tecnologica, comunicazione e produzione audiovisiva, ha ideato per la World Scleroderma Foundation il docufilm ‘A Soul in Struggle’ in cui, grazie all'AI generativa, porta sullo schermo Leonardo da Vinci, Michelangelo, Renoir e Paul Klee. P49 firma la regia, affidata al coo Jimmy Cutrino, e le ricostruzioni storiche. Dopo Rimini, Milano e Atene, Venezia è la quarta tappa del percorso internazionale del docufilm in quasi un anno: verrà proiettato nella serata di charity del 17 ottobre al Palazzo del Casinò. (Nel video il trailer)
Grazie all'AI, usata come linguaggio cinematografico al servizio del racconto, tornano visibili i volti, i luoghi e i momenti della vita di quattro grandi artisti del passato accomunati da patologie reumatologiche, dalla fragilità fisica e dalla progressiva difficoltà del corpo, ma che non hanno mai smesso di creare. Alle loro storie si intrecciano le testimonianze di chi oggi convive con la malattia e le voci di Horacio Pagani, Guido Ciompi, Émeric Pinkowicz (Musée Renoir) e Michele Dantini. Il risultato è un progetto in cui arte, ricerca scientifica, cinema e innovazione tecnologica convergono per proporre una narrazione della sclerodermia e delle malattie reumatiche, che parte dalla malattia ma guarda soprattutto alla persona, alla sua identità e alla capacità di continuare a creare.