Nessuno ha citato il turismo nei programmi elettorali, dimenticando che è il vero petrolio d'Italia, motore potenziale di ricchezza nelle aree in crisi, di business per il settore delle costruzioni, per la formazione, per i trasporti. Abbiamo materia prima, chi potrebbe lavorarci, l’esperienza. l’eccellenza, intuizioni e avanguardia. L’analisi di Enrico Ducrot mette in luce come proprio il turismo potrebbe bilanciare gli scompensi legati alla fine del modello industriale attuale
27 febbraio 2013 - Una delle voragini tematiche della campagna elettorale è stato il turismo. Un assente scontato, penserete voi. Sappiamo tutti che il turismo, da vari lustri, non è più tra le priorità dell'agenda governativa italiana.
Ma il mondo è cambiato e i nostri concittadini vedono il turismo con occhi differenti. Al contrario del passato, oggi molti considerano il turismo il vero petrolio dell’Italia.
Ma cosa apprezziamo di più del turismo? La maggioranza pensa al valore ‘democratico’ del turismo come attività che genera il più ampio indotto. Poi consideriamo sempre più la potenzialità di portare ricchezza nelle aree in crisi come il meridione, le isole e le aree montane. Il settore delle costruzioni (in grande crisi) è (parzialmente) consapevole che, se invece di costruire ex novo si applicasse una politica di riqualificazione delle infrastrutture esistenti con parametri ecologici, si potrebbero rilanciare investimenti in molte zone del paese. Oppure settori come l’alimentare, il patrimonio archeologico e artistico potrebbero diventare ‘ambasciatori’ dell'Italia all’estero. E la formazione, gli istituti professionali, le università potrebbero sfornare il nuovo esercito di professionisti in tutti settori ma con indirizzo prettamente turistico. Per non parlare poi dei trasporti, in particolare di quello aereo, specchio della provincializzazione del nostro paese dalle ‘rotte’ globali. Non ultimo il tema della legalità: avete visto sul canale tv del National Geographic un documentario sull’illegalità che sfrutta il turismo a Roma? Questo sì che si chiama marketing!
Potremmo elencare all'infinito mille temi, ma sappiamo che il vero problema non è solo il miglioramento del singolo settore, ma il coordinamento tra tutti i settori.
Insomma abbiamo: - la materia prima: uno dei più, se non il più completo e bel paese del mondo per arte, paesaggio, natura, storia, etc. - chi potrebbe lavorarci: un'attività che tocca tutti i settori economici e professionali, ponte tra le generazioni che devono affrontare il riposizionamento professionale e le nuove generazioni che stanno entrando nel mondo del lavoro. - l’esperienza: si parla tanto di Gran Tour, ma il turismo in Italia è cominciato 2000 anni fa conCicerone! - l’eccellenza: abbiamo un'incredibile moltitudine di imprenditori che coniugano la qualità con l'identità del nostro territorio. - intuizioni e avanguardia: abbiamo sempre legato l'arte, il mecenatismo e l’impresa da cui sono nate straordinarie intuizioni e invenzioni. - e tanto altro ancora che nonostante tutto, il mondo ci invidia (e vorrebbe comprare).
Ma quello che credo sia ormai chiaro è un punto. Siamo alla fine di un ciclo partito con la rivoluzione industriale. Dobbiamo quindi non solo mantenere le imprese esistenti, ma ripensarne il modello produttivo per traghettarle nella nuova era ‘digitale’. Un dramma? O forse un'immensa opportunità che potrebbe esaltare la nostra natura individualista?
Io credo che il turismo sia la principale attività economica che possa bilanciare gli immensi e velocissimi scompensi legati alla fine del modello industriale attuale.
Maria Grazia Cucinotta interprete di ‘Ogni scusa è buona’ per Rossotono. Firma Micidial
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Micidial, la content factory di Maccio Capatonda, firma per Apulia Distribuzione la campagna ‘Ogni scusa è buona’, on air al 13 luglio al 16 agosto su tv streaming, radio, social e OOH. Mostra come nei supermercati Rossotono si stia così bene che i clienti si inventano ogni scusa pur di non andarsene. Testimonial è di nuovo Maria Grazia Cucinotta, che trasmette al pubblico il calore e il piacere della spesa da Rossotono. Nello spot, primo di una serie, i punti vendita si trasformano nel palcoscenico di gag surreali, dove ogni scusa è buona pur di prolungare la permanenza tra le corsie: una narrazione di forte impronta comedy. Payoff : ‘Rossotono. La spesa che ci piace’. "Con Micidial - dichiara Vito Igino, responsabile marketing di Apulia Distribuzione - abbiamo scelto un linguaggio coraggioso e divertente, capace di distinguere la nostra comunicazione nel panorama della GDO”. (14 luglio 2026)
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Tribe Communication incaricata del rebranding digitale di United Network. United Network ha scelto Tribe Communication per realizzare un nuovo sito web che rafforzi il posizionamento del brand e migliori l'esperienza di navigazione di studenti, famiglie e istituzioni scolastiche
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Un ‘Retail Media Village’ presso Intersections 2026 a Milano. Anche il Retail Media Village torna a far parte di Intersections, il grande evento di comunicazione, marketing, creatività e tecnologia che si terrà il 28 e 29 ottobre all'Allianz MiCo di Milano con tema ‘The Power of Influence’ (vedi news)
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Paul Michon direttore della comunicazione corporate di Renault Group. Paul Michon entra in Renault Group come direttore della comunicazione corporate, operativo dal 1° settembre, a riporto diretto di Christian Stein, chief communication officer del gruppo
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A Pikasso Italia la gestione dell'OOH nel Centro Commerciale Il Borgogioioso di Carpi. È stata assegnata in concessione esclusiva a Pikasso Italia la gestione degli spazi pubblicitari DOOH all'interno del Centro Commerciale Il Borgogioioso di Carpi
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Rai Pubblicità presenta Percorsi, branded content che racconta i Mondiali. Si intitola ‘Percorsi’ il nuovo progetto di branded content ideato da Rai Pubblicità in occasione della FIFA World Cup 2026: dodici pillole editoriali di 3’ pensate per arricchire i contenuti delle rubriche sportive e accompagnare il pubblico nelle fasi finali del Mondiale
Deblock debutta in Italia in OOH a Milano e Roma con Evolution Group
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Arriva in Italia Deblock, fintech francese che offre il conto corrente integrato con la blockchain e la finanza decentralizzata, col supporto di una campagna OOH realizzata da Evolution Group. Visibile fino a fine luglio, è presente a Milano e Roma su 1200 billboard, tra cui un cartellone di 300 mq in corso Garibaldi 113 e alla stazione Isola di Milano. Il payoff ‘Il tuo conto corrente rende 0. Deblock è al 4%’ sottolinea i vantaggi della startup. Parallelamente, sono state attivati podcast e collaborazioni con influencert. Deblock presenta un nuovo prodotto, ampliando le classi di investimento: liquidità, criptovalute e materiali preziosi fisici, tutto accessibile da un unico conto corrente. Si tratta di una novità assoluta in Europa per un conto corrente e rappresenta una nuova tappa nella convergenza tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata. Lanciata in Francia nell'aprile 2024, Deblock conta oltre 500.000 clienti. È regolamentata dalla Banque de France (ACPR) come istituto di moneta elettronica e possiede una licenza MiCA rilasciata dall'AMF. (14 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.