Aziende sui social, come devono cambiare contenuti e tone of voice
L'attuale pandemia richiede che le aziende sui social adottino contenuti, tono di voce e azioni adeguate. È il momento di essere empatici, non dell'assalto di azioni commerciali. L'agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso stila il prontuario delle mosse da fare e da non fare mai, e suggerisce come prepararsi al dopo crisi
(30 marzo 2020) - “Come posso usare la mia presenza sui social media per supportare la mia comunità?” È la domanda che tutte le aziende si dovrebbero porre in questo momento, per impostare una strategia di comunicazione sui social, con l'obiettivo non di promuovere la propria attività, ma di offrire leadership e supporto durante questo periodo senza precedenti.
È una grande opportunità per creare connessioni significative. Lo spiega l'agenzia di comunicazione giornalistica Eo Ipso: “In questo momento le tradizionali strategie aziendali messe in atto sui social rischiano di essere inadeguate - affermano Marino Pessina e Chiara Porta, ceo e direttore responsabile dell'agenzia -. Le aziende che già utilizzano regolarmente i social devono apportare profonde modifiche al linguaggio usuale e quelle che tendono a ignorare o utilizzare poco i social hanno la necessità di creare una conversazione con il pubblico, sfruttando l'intero ecosistema digitale e tutte le diverse tessere all'interno di ciascuna piattaforma. Stare zitti in attesa che tutto passi non aiuterà, servirà solo a farvi scomparire a poco a poco. Comunicare, quindi, ma farlo con uno scopo, promuovendo al contempo un senso di sostegno, comunità e riconoscimento di ciò che il mondo sta vivendo in questo momento”.
Quindici mosse che si possono fare
Riformulate i vostri messaggi in modo che parlino davvero delle difficoltà che le persone stanno affrontando in questo momento.
Controllate tutti i contenuti già programmati in precedenza che devono essere pubblicati in questo periodo e assicuratevi che siano ancora pertinenti e sensibili alla luce di ciò che sta accadendo. Fate attenzione al tono usato: ci deve essere empatia e compassione.
L'ultima cosa da fare come imprenditore è apparire sordo durante quello che è un momento molto difficile per molte persone. Chiedete: “Cosa posso fare per te?” “Che cosa hai bisogno da me e dalla mia azienda in questo momento?” “In che modo la nostra azienda può alleviare il tuo dolore in questo momento di perdita?”
Rimuovete qualsiasi emoji giocoso e qualsiasi linguaggio eccessivamente esuberante.
Fate attenzione alle immagini che usate. Per esempio, invece di pubblicare foto di persone che camminano sulla spiaggia, in questo momento sono meglio persone che giocano nel loro cortile.
Se siete aperti, mettete dei post per ringraziare i vostri dipendenti, chiedendo di fare delle foto in azienda, dove si veda che vengono rispettare tutte le regole di sicurezza anti-contagio.
Se siete in smart working, mostrate alle persone come voi e il vostro team state affrontando questo momento. Pubblicate un post con una foto o un video del vostro incontro mattutino tenuto sulle piattaforme digitali che permettono di collegarsi con i colleghi o gli amici.
Offrite competenze specifiche. Usate i vostri social come canale educativo per far sapere alle persone, o ad altre aziende, come potete supportarli. Chiedetevi: i vostri post educano i vostri follower su un argomento rilevante? Potete aiutarli a conoscere le risorse nella vostra nicchia che li aiuteranno in questo momento difficile? Cosa potete offrire gratuitamente che fornirà valore educativo alla vostra comunità?
Offrite un modo per rimanere in contatto mentre tutti praticano il distanziamento sociale, fate uno sforzo supplementare per potenziare e supportare la comunità. Avete o potete creare una community personalizzata per aiutare i vostri follower in questo periodo? Per esempio, le palestre possono mettere a disposizione corsi video (per i loro iscritti ma non solo), i ristoranti offrire corsi di cucina. Le idee possono essere tante.
Utilizzate i video per comunicare in modo più approfondito con il vostro pubblico. Aiutano a connetterci in modo più efficace con il mondo esterno.
Promuovete e condividete tutte le azioni che state facendo contro la pandemia, come le donazioni fatte o la riconversione per produrre mascherine o altri dispositivi di protezione.
Se avete un ufficio stampa, condividete quello che i media dicono di voi anche sui social: è un modo per aumentare la propria reputazione.
Pubblicate citazioni motivazionali, storie di ispirazione e strumenti pratici.
Utilizzate più canali social e formati diversi. La combinazione di formati sia brevi che lunghi aiuterà i marchi a mantenere una stretta affinità con il proprio pubblico durante questi tempi senza precedenti.
Da ultimo, per la programmazione editoriale dei prossimi mesi, considerate che gli elementi di questa pandemia potrebbero rimanere.
Da non fare mai
Occorre astenersi dall'usare un linguaggio che potrebbe causare paura o apparire come se si stesse capitalizzando sul caos (ad esempio: “Fine dei giorni in vendita!” oppure “Offerta limitata nel tempo! Coronavirus!”). Il marketing basato sulla paura può forse essere efficace nell'immediato, ma è sicuramente dannoso nel lungo periodo.
Sui social ci sono in questo momento moltissime citazioni ed esempi esilaranti di “sopravvivenza Covid19”. Tenete quelle battute sui feed personali, non su quelli aziendali. È un momento molto impegnativo per tutti, quindi è fondamentale garantire che la vostra strategia sia ponderata, empatica e di supporto in ogni momento.
Evitate i messaggi che potrebbero far sembrare che state sfruttando la crisi piuttosto che fornire valore al pubblico. Ad esempio, se offrite servizi finanziari non è il caso di farvi pubblicità, piuttosto, potreste fornire consigli utili e confortanti su ciò che sta realmente accadendo nei mercati.
Molti di noi con i compleanni di marzo - aprile 2020 ricevono e-mail che non hanno senso nella situazione attuale. “Comprane uno, ne ottieni due” (…solo in negozio)? Offerte come questa non solo risultano impersonali e totalmente sorde alla situazione attuale, ma possono ritorcersi contro il vostro marchio.
Dopo la crisi “Ricordate che il mondo è ancora sotto shock e che i vostri messaggi dovranno essere elaborati con la stessa empatia e saggezza usata nei giorni precedenti – ricordano Pessina e Porta -. Ad un certo punto, le persone si stancheranno di parlare della crisi e saremo tutti in grado di tornare ad una nuova normalità. Ad un certo punto, dovremo tutti tornare a lavorare come popolazione all'interno di un'economia. Quando, non si sa ancora. Ma non aspettate troppo a lungo per comunicare. Non lasciate che la vostra azienda sia un'altra vittima del Coronavirus».
Jake La Furia da Del Piero per una maratona di House of Dragon con rete ultraveloce Sky Wifi
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Ichnusa combatte l'abbandono del vetro con murales artistici in punti chiave della Sardegna
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Ichnusa lancia la terza edizione di ‘Se deve finire così, non beveteci nemmeno’, campagna firmata da LePub, che quest'anno trasforma la Sardegna in un vero e proprio museo diffuso contro l'abbandono del vetro. Al centro le creatività di tre muralisti sardi - Sardomuto, Marinetti e Stella Ziantoni - le cui illustrazioni diventano affissioni in aeroporti, porti, zone della movida. Animali simbolo, figure identitarie e paesaggi selvaggi si ribellano all'incuria dell'uomo, utilizzando il muralismo sardo per veicolare un messaggio di impegno sociale e civico. Ichnusa prosegue anche con le azioni concrete sul territorio e avvia un nuovo ciclo di giornate di raccolta del vetro insieme a Legambiente Sardegna e al birrificio di Assemini. Il progetto ha preso il via al Festival AteneiKa, dove la campagna ha debuttato con un murale firmato dal sasserese Sardomuto e con una serie di attivazioni pensate per coinvolgere i giovani e amplificare il messaggio di responsabilità. (4 giugno 2026)
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IL CLUB - CANZONI SOTTO LA PELLE / Talk musicale su RaiPlay
Prende il via l'8 maggio su RaiPlay il primo boxset di 5 episodi, seguito da un secondo di altri 5 il 15 maggio, del talk show musicale ‘Il Club - Canzoni sotto la pelle’ dedicato a giovani e alle loro sensibilità. Condotto e ideato da Federica Gentile e Niccolò Agliardi con regia di Dimitri Patrizi, è un format original di Rai Contenuti Digitali e Transmediali dove le parole e il dibattito arrivano dai testi delle canzoni. Come tutti i programmi original nasce digital first per poi essere declinato in futuro sui canali generalisti di Rai. Ogni episodio dura 35-40 minuti.
Due coppie di cantanti si confrontano con un gruppo di giovani in studio dai 18 ai 25 anni partendo dai contenuti di due canzoni importanti della loro carriera, presentate alternate, le cui parole sono state capaci di regalare emozioni, suscitare ricordi, confermare sentimenti e intuizioni a giovani di un'età spesso costellata da domande inespresse o senza risposta. Un'età, quella adolescenziale, fragile, irripetibile, di sentimenti gridati in silenzio. Dal confronto emergono temi forti: la rabbia con Niccolò Fabi e Ensi, la ribellione con Piero Pelù e Dargen D’Amico, la sorellanza con Levante e Gaia, l'amicizia con Paola Iezzi e Willie Peyote, l'appartenenza con Jack Savoretti e Leo Gassmann, la fine di una relazione con Michele Bravi e Aiello. Le altre coppie ad avvicendarsi sono Marco Masini e Anastasio, Ditonellapiaga ed Emma Nolde, Malika Ayane e Rancore, Francesca Michielin e Margherita Vicario. La musica diventa un linguaggio per raccontare sogni, paure e desideri. “Il format – ha dichiarato Marcello Ciannamea, direttore di Rai Contenuti Digitali e Transmediali - punta ad arrivare dritto alle emozioni, proprio quelle che si nascondono ‘sotto la pelle’ del nostro pubblico, raggiungendolo in quello spazio contraddittorio e fragile che è l'adolescenza. La musica diventa un linguaggio universale e allo stesso tempo intimo. Una strofa ripresa e canticchiata racconta più di mille confessioni”.