Upa fiduciosa sui segnali deboli ma convergenti al positivo La pubblicità chiuderà l'anno in pari o in lieve attivo
Lo scenario in Italia è simile a quello degli Usa due anni fa. E gli 80 euro in busta paga si riverseranno nei consumi. Il presidente dell'associazione degli utenti pubblicitari, Lorenzo Sassoli, prevede per fine anno la raccolta stabile o in crescita dell'1%, con Rai, Mediaset e internet in attivo
14 aprile 2014 - L'aveva già previsto Nielsen commentando i dati di chiusura 2013 dell'investimento pubblicitario (vedi news del 19 febbraio). Lo conferma ora anche l'Upa: a fine anno il mercato dell'investimento pubblicitario chiuderà in pari o forse anche in lieve attivo (+1%). “Ci sono tanti segnali che portano a ben sperare, sono segnali deboli ma che vanno tutti in direzione positiva”: l'ha dichiarato il presidente dell'associazione che riunisce gli utenti pubblicitari, Lorenzo Sassoli de Bianchi, a margine dell'incontro venerdì scorso a Milano su 'Sviluppo sostenibile e catena della filiera agroalimentare' presso Eataly. Uno dei segnali è l'iniziativa del governo Renzi di aggiungere 80 euro in busta paga agli stipendi inferiori al 1.500 euro netti, che coinvolgerà oltre 10 milioni di lavoratori. Sassoli ritiene che "si riverseranno sui consumi, che potranno così crescere dell'1,5% da maggio a fine anno" e che riguarderanno soprattutto prodotti di aziende che investono in pubblicità.
Il mercato – dice ancora Sassoli – si sta raddrizzando, seguendo un trend che si è verificato negli Usa due anni fa. Un altro segnale positivo è nei consuntivi della Rai che ha chiuso il 2013 in attivo di 5 milioni, nonostante la raccolta sia stata in perdita dell'8,5%. Ma non si erano ancora fatti sentire del tutto i risultati della cura De Piscopo su Rai Pubblicità.
Il 1° trimestre sarà ancora in negativo, ma, come già fatto notare da Nielsen, sta proseguendo il trend di riduzione dello scarto e il conseguente avvicinamento a quota zero cominciato a ottobre 2013. Sassoli prevede che Rai e Mediaset chiuderanno l'anno in attivo sul fronte della raccolta pubblicitaria e che anche internet avrò saldo positivo, con il search che crescerà più del display. Sarà una prima inversione di tendenza, a cui non parteciperà tuttavia la stampa. Da qui comunque un previsione di chiusura del mercato che potrebbe arrivare a +1%. (V.S.)
Isomar Occhi Secchi debutta in tv
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Una partita da vincere. Regione Lombardia e Avis usano il linguaggio dello sport per la campagna estiva pro donazioni
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AVIS Lombardia, Regione Lombardia, AREU e Centro Regionale Sangue lanciano la campagna estiva facendo appello ai cittadini: prima delle vacanze prenota la tua donazione. L'estate è uno dei momenti più delicati del sistema trasfusionale. Molti partono per le vacanze, ma il fabbisogno di sangue e di farmaci plasmaderivati non diminuisce. Le cure continuano, gli interventi chirurgici anche. È importante mantenere stabile la disponibilità di sangue e continuare a far crescere la raccolta di plasma. La campagna, diffusa attraverso i canali social e digitali della rete associativa lombarda, utilizza il linguaggio dello sport e del gioco di squadra per ricordare che, anche se l'Italia non è protagonista ai Mondiali di calcio 2026, c'è una squadra che continua a giocare ogni giorno dell'anno: quella dei donatori di sangue e plasma. Il messaggio è semplice: la partita più importante continua anche d'estate. L'iniziativa si inserisce nel percorso di sensibilizzazione per rafforzare la cultura delle donazioni. (20 luglio 2026)
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.