La finale del Festival di Sanremo 2014 perde oltre un quarto degli spettatori rispetto al 2013
Nel complesso la media d'ascolto dell'ultima serata è stata di 9.347.000 telespettatori con share del 43.5%, la peggior performance degli ultimi anni, con il picco d'ascolto durante l'esibizione di Crozza e il picco d'audience durante la proclamazione del brano vincitore. L'edizione nostalgia per i 60 anni della Rai ha avuto nelle cinque serate uno share medio del 39.2% contro il 47.3% del 2013
24 febbraio 2014 - Niente da fare, l'edizione Fazio-Littizzetto 2 non si è riscattata sul finale. L'ultima serata del Festival di Sanremo 2014 ha visto sì crescere gli ascolti rispetto alle altre quattro, ma si è mantenuta come le altre su valori inferiori rispetto alle edizioni degli ultimi anni.
Nel complesso la media è stata di 9.347.000telespettatori con share del 43.5%, con un vistoso calo di 3.650.000 spettatori e del 10,3% di share rispetto all'edizione Fazio-Littizzetto 1 del 2013 che fu edizione da record. Per la precisione, la media della prima parte è stata di 10.415.000 telespettatori per il 41,1% di share, pari a 3.220.000 spettatori in meno e al 10,9% in meno. Nella seconda parte gli spettatori sono stati in media 7.044.000 e lo share il 53,56% ovvero 3.305.000 telespettatori in meno e il 13% di share in meno dell'edizione 2013.
Il picco degli ascolti della finale ha coinciso con la presenza sul palco di Maurizio Crozza, quando Rai 1 ha raggiunto alle 22 e 9” i 12.738.000telespettatori e il 46,34% di share. Il picco di share è stato raggiunto all’1 e 8” con la proclamazione della vittoria di Arisa con Controvento: 62.38%.
Un'occhiata all'edizione nel complesso. La media di ascolto delle cinque serate della 64ª edizione è stata di 8.763.000 spettatori (contro 11.936.000 nel 2013) e lo share del 39.32% (contro 47.26%). Dei motivi si è già molto dissertato. L'effetto malinconia di troppe vecchie glorie, per di più sconosciute ai giovani. L'effetto dèja vu dell'edizione e anche la sovra-esposizione della coppia dei conduttori. L'aura negativa della contestazione nella prima serata. Ma anche - Fazio l'ha ammesso - il budget contenuto per le ospitate. Del resto, l'ha detto il direttore di Rai 1, Giancarlo Leone: “..Il contenuto e il linguaggio del Festival di Sanremo 2014 è pienamente coerente con la linea editoriale di Rai 1....sarebbe stato bello fosse stata premiata da ascolti ai livelli dell’anno scorso”.
Quanto ai social, infine, il Festival ha ricevuto complessivamente 1.050.021 tweet nelle cinque serate, inviati da 214.485 utenti unici, mentre nella sola serata finale ne sono arrivati 191.223 inviati da 37.544 utenti unici (fonte Audisocial Tv, l’osservatorio di Reputation Manager che misura le performance dei programmi televisivi sul web). In realtà si prevedeva un'interazione social ancora più alta, visto che nella prima puntata sono stati inviati più del 50% dei tweet rispetto alle successive.
‘C'è molto di più oltre lo schermo’. Mediaset sensibilizza contro la dipendenza dai social
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È on air fino al 4 luglio la nuova campagna di sensibilizzazione di Mediaset dedicata al tema della dipendenza dai social media, che invita il pubblico a riflettere sull'importanza di un utilizzo più consapevole ed equilibrato. Con claim ‘C'è molto di più oltre lo schermo’, ricorda che i social sono strumenti preziosi per informarsi, condividere e restare in contatto con gli altri, ma che il loro utilizzo non deve sostituire le esperienze della vita reale. Crossmediale, la campagna è diffusa su tutti i canali del gruppo, sulle piattaforme social, in radio, attraverso i circuiti DOOH e sul sito dedicato. L'iniziativa si inserisce nel percorso di responsabilità sociale promosso da Mediaset per il Futuro. (26 giugno 2026)
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Renord sceglie A&V Communication per la gestione di pr e media relations. A&V Communication ha vinto la gara per la gestione delle attività di relazioni pubbliche e media relations di Renord, realtà imprenditoriale di distribuzione automotive attiva in Lombardia da oltre 50 anni
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Attivazione con creator on the road di adidas per i Mondiali. Il Trionda Tour ispirato alla campagna globale Backyard Legends
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Per la FIFA World Cup 2026, adidas ha lanciato il Trionda Tour, attivazione di influencer marketing e content creation on the road, su un pullman ultra-tecnologico, con design ispirato a Trionda, il pallone ufficiale della competizione. Sta portando in giro a turno 6 gruppi di creator europei, anche italiani, per raccontare il calcio che si vive fuori dal campo, tra le comunità locali e le strade dei tre paesi ospitanti. Il pullman ha un'area tecnica dedicata alle live streaming, all'editing video in tempo reale e al gaming; una locker room ispirata agli spogliatoi degli stadi, dove i creator respirano l'atmosfera pre-partita; un'area chilling di relax. Inaugurato tra Messico, Texas e la East Coast, dal 30 giugno il tour ospiterà un quarto gruppo di creator in viaggio da San Francisco e Los Angeles per i sedicesimi di finale, poi nel Grand Canyon e del New Mexico, fino a Santa Fe. Dal 5 luglio, un quinto team vivrà le emozioni degli ottavi di finale tra Dallas e Atlanta, prima di scendere verso Savannah in Florida per assistere ai quarti a Miami. Dal 13 luglio l'ultimo gruppo di creator accompagnerà il bus verso le due semifinali di Dallas e Atlanta, risalendo poi la costa orientale attraverso Charlotte e Richmond, per arrivare a New York per l'atto finale dei Mondiali il 19 luglio. L'intera attività è ispirata a Backyard Legends, la campagna globale di adidas, a firma di Lola Usa (Omnicom), in vista della Coppa del Mondo. Vi partecipano attori come Chalamet, campioni di calcio come Messi, ex come Zinedine Zidane. Il tema è evidenziare come il calcio nasca nei cortili, nei parchi e nei campetti di quartiere, non negli stadi. Campagna in corso che dirà la sua a Cannes Lions 2027. (26 giugno 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.