Assorel si fonde in UNA. Più forte la voce dell'associazione
Via libera delle assemblee al progetto di fusione. Quindici agenzie vanno ad ampliare in UNA la rappresentanza del comparto PR, rendendo l'associazione più rilevante. Ma ci sono ancora assenze eccellenti. Il presidente Nenna chiama tutti a raccolta, “chi non aderisce sta sprecando un'opportunità per tutto il mercato”
29 aprile 2020 - Le assemblee straordinarie di UNA con 135 voti a favore e 3 astensioni e quella di Assorel all'unanimità hanno dato il via libera al progetto di fusione per incorporazione dell'associazione delle imprese di comunicazione e relazioni pubbliche in UNA - Aziende della comunicazione unite. Quindici agenzie vanno ad arricchire le fila di UNA presieduta da Emanuele Nenna, ampliando la rappresentanza del comparto PR dove già ci sono le aderenti all'Hub PR verticale, e conferendole una voce più forte nei confronti del mercato e delle istituzioni.
A un anno dall'unione storica tra AssoCom e Unicom che ha dato vita ad UNA, è un altro giorno importante per l'associazione. “L'unione anche con Assorel rende tutti noi più forti – ha detto Nenna -. Avere un volume di voce piEmanuele Nennaù alto ci permette di contare di più. UNA è nata con l'ambizione di rappresentare l'intero settore della comunicazione. Ci sono ancora strutture importanti che vorremmo con noi perché mai come in questo momento serve un'istituzione forte e rilevante. Non è più tempo di pensare ‘Ognuno per sé, Dio per tutti’. Chiamiamo tutti a raccolta, sia agenzie indipendenti che grandi gruppi, chi non entra sta sprecando un'opportunità per tutto il mercato”. Il riferimento principale è a Wpp e a Publicis Media, assenti eccellenti, ma con cui è già stato attivato il dialogo, in particolare sul fronte del media.
Massimo Tafi, fondatore e amministratore uniMassimo Tafico di Mediatyche, che era stato eletto a settembre presidente di Assorel col mandato di verificare le possibilità di fusione, entra a far parte del consiglio di UNA: “In UNA noi di Assorel portiamo tutto il peso e il valore della nostra storia, della specificità della nostra professione, della qualità delle nostre agenzie. Potersi confrontare con professionisti che lavorano in settori vicini è una grande occasione di arricchimento. Abbiamo obiettivi centrali. Ad esempio, abbiamo già iniziato a lavorare insieme per un contratto di lavoro specifico per ilAndrea Cornelli settore”.
Le ex Assorel confluiranno all'interno di UNA, poi chi vorrà potrà aderire a uno o più hub verticali, in particolare a PR Hub, la ‘rete delle agenzie di relazioni pubbliche’. Spiega Andrea Cornelli, vice presidente di UNA e portavoce di PR Hub: “Assorel e PR Hub hanno avuto due storie parallele, ma non aveva più senso continuare su strade separate in un mercato che chiede voci forti e posizionamenti strutturati. Ora le agenzie di pr che hanno finalità comuni sono sotto un unico tetto. Noi speriamo che le new entries aderiscano a PR Hub ma non è una scelta esclusiva”. La storica sigla Assorel rimarrà a caratterizzare il Premio che viene confermato.
La conferenza stampa virtuale per l'annuncio della fusione è stata anche occasione per parlare delle ultime iniziative di UNA a sostegno al mercato in questo momento difficile. Attraverso Confindustria Intellect, di cui UNA fa parte, è stato proposto al Governo di estendere il credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari sui media anche alla spesa per i servizi di consulenza, strategia e creatività tipici dell'agenzia. Un'altra battaglia attraverso Confindustria Intellect è affinché i 150 milioni di euro di fondi stanziati per rilancio del Made in Italy nel post emergenza sanitaria possano essere indirizzati anche alle agenzie di comunicazione. Si aggiungono, solo in questo travagliato mese di aprile, la lettera aperta di Nenna per chiedere alle aziende che godono di solida posizione finanziaria di anticipare i pagamenti alle agenzie fornitrici di servizi di comunicazione (vedi news), il progetto The Show Must go Home (vedi news) e l'avvio del programma di formazione (vedi news).
Lavazza porta in Italia la campagna ‘Pleasure Makes us Human’ rieditando lo storico claim ‘Il caffè è un piacere’
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Lavazza porta a Sanremo la campagna corporate internazionale ‘Pleasure Makes us Human’ del 2024 con protagonisti il robot Luigi e le star Steve Carell e John Krasinski, rieditando per l'occasione lo storico claim ‘Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?’ ideato da Armando Testa. In un mondo sempre più frenetico e digitalizzato, Lavazza invita a riscoprire la bellezza del presente, del gusto, dell'emozione che un buon caffè e più in generale i piaceri della vita possono offrire. Protagonista è Luigi, il piccolo robot senziente che serve caffè Lavazza appena preparato e che, notando la reazione di puro piacere di chi lo beve, ha il sogno segreto di assaggiarlo anche lui. Steve Carell e John Krasinski convogliano nella storia il loro umorismo, interagendo con Luigi. Accompagna il racconto una cover dell'intramontabile ‘Que sera, sera’. La creatività è interna. La campagna, in tv, su digital e social con media cura di Wavemaker, lancia anche il concorso che mette in palio fino al 5 maggio un viaggio in Costiera Amalfitana. Info su lavazza.it. (26 febbraio 2026)
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Rai Pubblicità firma il branded content Snow Show per FIAT e Prosecco Doc
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SULLO SCHERMO221
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DUE PROCURATORI / Drammatico
Esce il 12 febbraio nelle sale italiane il film ‘Due Procuratori’ (‘Two Prosecutors'), diretto dal pluripremiato regista ucraino Sergei Loznitsa, con principale protagonista Aleksandr Kuznetsov. Ha avuto ottima accoglienza al Festival di Cannes ed è stato presentato in anteprima nazionale al Trieste Film Festival. Distribuisce in Italia Lucky Red. Dura 110’
Unione Sovietica, 1937 – Gli appelli scritti dai rinchiusi in un carcere di massima sicurezza vengono sistematicamente distrutti, ma uno arriva nelle mani del giovane procuratore locale Alexander Kornev. Alle prime armi, idealista, senza vizi, senza più i genitori, senza moglie né fidanzata, è vocato al suo credo: nella Rivoluzione e nella Legge da rispettare sempre e ovunque. Visitato in carcere il mittente dell'esposto e preso atto del clima illegale, della corruzione, delle torture, dei depistaggi burocratici con cui tentano di intralciarlo, Kornev parte subito per Mosca per informare il potente procuratore centrale, membro del Politburo, che ritiene ignaro della situazione. Un'ingenuità che gli costerà cara. La storia è ispirata a un libro del fisico e prigioniero politico Georgy Demidov, le cui opere furono a lungo proibite in Russia perché testimonianza diretta dei gulag staliniani. Un film di atmosfera kafkiana, che parla di un passato mai abbastanza emerso per suggerire riflessioni sul presente.