Fieg invoca il recepimento in Italia della Direttiva Copyright e chiede all’AgCom la sospensione di Telegram
In Francia l'Antitrust impone agli Ott di pagare gli editori per la pubblicazione di loro articoli, con retroattività da ottobre. Il presidente di Fieg, Andrea Riffeser Monti, auspica che anche il Governo e il Parlamento italiani recepiscano al più presto l'art. 15 della direttiva Copyright, alleviando la crisi del settore. Intanto, chiede all'Agcom un provvedimento urgente di sospensione di Telegram, sulla base di un'analisi dell'incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma
15 apriRiffeser Montile 2020 - “Una vittoria per gli editori di giornali di tutta Europa che vedono rafforzata la loro posizione negoziale nei confronti degli Over The Top”: l'ha dichiarato il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, commentando la decisione dell'autorità per la concorrenza francese di imporre l'obbligo per gli aggregatori e i motori di ricerca, come Google, di remunerare i gruppi editoriali e le agenzie di stampa per la pubblicazione di loro articoli, in base all'art. 15 della Direttiva Copyright.
Google si è finora rifiutato di applicare la normativa europea sul diritto d'autore già in vigore in Francia, primo Paese a recepirla da ottobre. Ora dovrà “intraprendere, entro tre mesi, negoziati con gli editori e le agenzie di stampa sulla remunerazione che dovrà essere applicata retroattivamente dall'ottobre 2019”. Dall'entrata in vigore della norma in Francia, Google aveva pubblicato solo articoli di cui gli editori avevano acconsentito l'utilizzo gratuito, il che aveva però svantaggiato sul fronte della visibilità i gruppi non aderenti. Questi avevano presentato in novembre un reclamo all'Antitrust per “abuso di posizione dominante” e l'autorità ha riconosciuto il “danno grave e immediato al settore della stampa”.
“Una decisione storica che conferma come le nostre richieste e le nostre battaglie siano non solo fondate ma anche giuste – ha detto Monti Riffeser -. Auspichiamo che anche il Governo e il Parlamento italiano vogliano recepire al più presto l'articolo 15 della Direttiva Copyright, una misura che, senza alcun costo per lo Stato, potrebbe contribuire ad alleviare la crisi del settore, prevedendo espressamente che, in caso di mancato accordo in un termine prestabilito, intervenga l'autorità di settore a definire le condizioni, anche economiche, della utilizzazione dei contenuti da parte delle piattaforme digitali”.
Carlo Perrone, presidente dell'Enpa, l'associazione europea degli editori di giornali, ha sottolineato come la normativa possa contribuire a riequilibrare la differenza di valore tra stampa e piattaforme digitali, “specie oggi che stiamo sperimentando quanto sia importante la differenza fra notizie false e giornalismo professionale”.
Intanto, la Fieg ha chiesto all'Agcom un provvedimento esemplare e urgente di sospensione di Telegram, “sulla base di un'analisi dell'incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto”. Dieci i canali monitorati, dedicati esclusivamente alla distribuzione illecita di giornali; 580mila gli utenti complessivi (+46% di iscritti negli ultimi tre mesi) e un incremento dell'88% delle testate diffuse. L'analisi, condotta dagli uffici della Fieg, simula anche gli effetti di rimbalzo della copia pirata su piattaforme esterne a Telegram, sia relativamente al traffico dati e ai possibili rischi di rallentamento della rete, sia sulla quantificazione del danno: “Stimiamo in 670mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all'anno, le perdite subite dalle imprese editoriali” ha affermato Rieffeser. E ha aggiunto: “Al rischio del consolidamento di una pratica illecita, quella di leggere gratuitamente i giornali diffusi illecitamente via chat, si aggiunge quello di veder distrutti il lavoro e gli investimenti delle migliaia di persone che mantengono in vita la filiera produttiva della stampa”.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Aperte le iscrizioni al 62° Oscar di Bilancio. Sono aperte le iscrizioni alla 62a edizione dell'Oscar di Bilancio che valorizza le migliori esperienze di reporting e rendicontazione, promosso da Borsa Italiana, Università Bocconi e Ferpi
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.