Radio Zeta l'Italiana, con nuovo logo e nuova identità, cavalca la voglia di ballare delle nuove generazioni
Entrata in ottobre nel gruppo Rtl, la superstation multipiattaforma evoluzione di Radio Zeta è ripartita il 1° gennaio in ambito nazionale, con la mission di unire il pubblico di sempre con quello giovane, affascinato da scuole di danza e revival, all'insegna di 'Balla la vita'. DlvBbdo firma la campagna di rilancio da 4 milioni a tariffe di listino. Raccoglie Open Space che venderà solo pubblicità nazionale
20 gennaio 2016 - È nata anzi rinata il 1° gennaio con un heritage fortissimo Radio Zeta L’Italiana, la superstation multipiattaforma evoluzione di Radio Zeta, la radio per famiglie di Angelo Zibetti che ha fatto ballare i suoi fan per 40 anni ai ritmi di balera, creando una community di ascoltatori di un milione di persone nel Nord Italia, in particolare Lombardia, Valle D'Aosta e Piemonte. Entrata nell'orbita del gruppo Rtl 102.5 (vedi news del 19 ottobre) e affidata alle cure del direttore artistico Lorenzo Suraci, patron di Rtl, è diventata Radio Zeta l'Italiana, per sottolineare la nuova identità nazionale: ora è trasmessa anche in altre parti d'Italia, in FM e sul canale 737 del dtt oltre che in streaming sul nuovo sito www.radiozeta.it e su tutti i dispositivi mobili con l'app ufficiale. Il nuovo logo nei colori del rosso, del nero e del bianco e nelle forme geometriche triangolari la identifica parte della famiglia Rtl.
La scommessa di Suraci fa perno su una voglia di spensieratezza e leggerezza che è anche dei giovani, che stanno riscoprendo il fascino delle balere, delle scuole di danza e delle serate revival anni 50 e 60. Il palinsesto di flusso, attivo dalle 6 del mattino alle 2 del giorno successivo con l'obiettivo di passare presto alle 24 ore, non dimentica il pubblico di sempre ma lo amplia a quello più giovane unendo “le generazioni in un'unica giravolta” sulle note di classici musicali nazionali e internazionali. La firma della radio, che è anche il claim della campagna di lancio ideata da DlvBbdo, è infatti 'Balla la vita!' (vedi news del 12 gennaio).
Nei key visual della campagna una figura in bianco e nero balla con una a colori, a simboleggiare la serena coesistenza delle generazioni. Sei i soggetti, dedicati a Rock’n’Roll Acrobatico, Liscio, Boogie Woogie, Charleston, Twist and Shout, Tip Tap, Valzer. Protagonisti alcuni tra i più importanti ballerini della scena italiana come i campioni 2014 di liscio Nadia Galli e Daniele Raddi, scovati grazie a un casting condotto con la balera dell'Ortica di Milano, dove ci sarà una grande festa di inaugurazione in aprile. Una chicca: le immagini in bianco e nero della campagna non sono state ottenute in postproduzione ma solo grazie a trucco e styling.
La campagna, ideata dai direttori creativi esecutivi di DlvBbdo Stefania Siani e Federico Pepe (che ha anche curato la regia degli spot, gli scatti degli annunci e il logo), è pianificata su stampa, affissioni, maxi affissioni, radio e su Mediaset e Mediaset Premium con spot da 15’’. Il budget (a tariffe di listino) è di 4 milioni di euro.
La concessione pubblicitaria è in carico a Open Space Pubblicità guidata da Virgilio Suraci. Non ci saranno vendite a pacchetto con Rtl e verrà raccolta solo pubblicità nazionale (prima era un ibrido nazionale-areale-locale) con un prezzo a listino indicativo tra i 180 a i 250 euro a inserzione. Per ora la radio deve farsi conoscere e non comunica obiettivi di raccolta (Radio Zeta faceva un milione l'anno con la nazionale, venduta dai 30 ai 70 euro a comunicato). Suraci può dichiarare invece il buon risultato di Rtl 102.5, che nel 2015 ha fatturato 57 milioni di pubblicità, con una crescita del 14% sul 2014. Tra le novità del gruppo c'è anche la vendita della 'radiovisione', ovvero su quattro inserzionisti l'ora, uno al 58° minuto va in onda con l'open spot, che è contemporaneamente in video e in audio (lo stesso dello spot tv se adatto o creato ad hoc per la radio in caso opposto).
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Factorial lancia la campagna globale ‘El Enredo’ che ironizza sulle tante complicazioni sul lavoro
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Fogli Excel duplicati, processi frammentati, comunicazioni che si perdono, attività manuali lente: sono tante le complicazioni sul lavoro, col rischio di ritrovarsi intrappolati in un groviglio di inefficienze. Da questa immagine nasce ‘El Enredo’ (‘Il Groviglio’), la nuova campagna globale di Factorial (software di gestione aziendale potenziato dall'AI) realizzata dall'agenzia Fuego Camina Conmigo. Racconta con ironia e un linguaggio visivo d'impatto il caos che caratterizza la quotidianità di molte organizzazioni. Con la campagna Factorial si posiziona non solo come software per le Risorse Umane ma anche di piattaforma AI per la gestione aziendale. Al centro della campagna c'è una metafora visiva: un enorme nodo composto da cavi, schermi, cartelle, documenti e persone in cui tutto si intreccia senza essere realmente connesso. Dopo una prima fase per stimolare curiosità e conversazione attorno ai costi nascosti della disconnessione tra strumenti e processi aziendali, una seconda fase prevede il lancio globale della campagna, con diffusione di un video che dà vita alla metafora del groviglio. Il film è prodotto da Agosto e diretto da Dario Fau. (23 ottobre 2026)
SULLO SCHERMO227
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A SOUL IN STRUGGLE / Docufilm
P49, società di Padova specializzata in AI, innovazione tecnologica, comunicazione e produzione audiovisiva, ha ideato per la World Scleroderma Foundation il docufilm ‘A Soul in Struggle’ in cui, grazie all'AI generativa, porta sullo schermo Leonardo da Vinci, Michelangelo, Renoir e Paul Klee. P49 firma la regia, affidata al coo Jimmy Cutrino, e le ricostruzioni storiche. Dopo Rimini, Milano e Atene, Venezia è la quarta tappa del percorso internazionale del docufilm in quasi un anno: verrà proiettato nella serata di charity del 17 ottobre al Palazzo del Casinò. (Nel video il trailer)
Grazie all'AI, usata come linguaggio cinematografico al servizio del racconto, tornano visibili i volti, i luoghi e i momenti della vita di quattro grandi artisti del passato accomunati da patologie reumatologiche, dalla fragilità fisica e dalla progressiva difficoltà del corpo, ma che non hanno mai smesso di creare. Alle loro storie si intrecciano le testimonianze di chi oggi convive con la malattia e le voci di Horacio Pagani, Guido Ciompi, Émeric Pinkowicz (Musée Renoir) e Michele Dantini. Il risultato è un progetto in cui arte, ricerca scientifica, cinema e innovazione tecnologica convergono per proporre una narrazione della sclerodermia e delle malattie reumatiche, che parte dalla malattia ma guarda soprattutto alla persona, alla sua identità e alla capacità di continuare a creare.