La pubblicità perde il 3.3% in aprile e chiude il quadrimestre a -2,3%. Sarebbe in pari calcolando il complesso degli investimenti sul web
Aggiungendo la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata da Nielsen, il digitale crescerebbe dell'8.8% e gli investimenti pubblicitari nel complesso registrerebbero un lieve attivo dello 0.3%. La tv chiude il quadrimestre a -2,2%, i quotidiani a -7% e i periodici a -5,3%. Va alla grande la radio in crescita dell'8,6%. Dieci i settori merceologici che hanno investito di più o alla pari. Secondo l'Upa, da maggio ci sarà l'inversione di tendenza
11 giugno 2015 - Peggiora il trend della raccolta pubblicitaria nel primo quadrimestre del 2015, dopo i segnali positivi evidenziati nei primi tre mesi dell'anno. Gli investimenti pubblicitari in aprile flettono del 3,3%, portando il quadrimestre a chiudere a -2,3% rispetto allo stesso periodo del 2014. L'andamento però sarebbe in pari (+0,3%) se si aggiungesse anche la raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata da Nielsen (search e social): in linea con le previsioni di Upa di una chiusura a fine anno sopra l'1%, come fa notare il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi.
“Aprile è stato un mese in leggera frenata, cosi come è successo per i consumi, in base a quanto riscontrato dai nostri osservatori sulle vendite nella grande distribuzione - spiega Alberto Dal Sasso, advertising information service managing director di Nielsen. - La differente calendarizzazione del periodo pasquale (5 aprile) rispetto all'anno scorso (20 aprile) ha contribuito, insieme ad altre variabili, a una maggiore spinta degli investimenti pubblicitari nel mese di marzo, quando il mercato era tornato a crescere, seppure leggermente (+1,2%). È seguito un rimbalzo negativo in aprile”. Aggiunge il presidente dell'Upa Sassoli de Bianchi: “Prevediamo nei mesi successivi, a partire da maggio, l'attesa inversione di tendenza”.
Pe ora la tv segna un calo in aprile del 2,8% e chiude il quadrimestre a -2,2%. Rallenta anche la stampa che in aprile segna -8% per i quotidiani e -8,3% per i periodici (-7% e -5,3% rispettivamente sui quattro mesi). Va alla grande la radio che registra gli investimenti in crescita in aprile del 10,2% e nel quadrimestre dell'8,6%. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, perde il 3,3% in aprile (in linea col mercato nel complesso) e flette ne quadrimestre del 2,6%. Tuttavia. sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising, aggiungendo la porzione di mercato non monitorata, il digitale crescerebbe dell'8,8% nel quadrimestre. Nei quattro mesi frenano anche il cinema (-2,3%) e il direct mail (-0,8%). Ancora positivi, seppur in misura minore rispetto al trimestre, l'outdoor (+2,1%) e il transit (+4,7%).
Sono dieci i settori merceologici in crescita o intorno alla parità, con un apporto di circa 34 milioni di euro. Alla crescita di finanza / assicurazioni (+8,3%, circa 8,5 milioni) e dei farmaceutici (+5,8%, circa 6,8 milioni) si contrappongono il calo dell'automotive (-6,2%, circa 14 milioni) e delle telecomunicazioni (-13,3%, circa 16 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano da servizi professionali (+28,8%), gestione casa (+6,4%) ed enti/istituzioni (+7,2%).
Pubblicità al risparmio per ALDI ‘per far risparmiare’. Format ironico di VML Italia
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ALDI torna in comunicazione col format creativo ‘The Cheapest Campaign Ever’, ideato e sviluppato da VML Italia, che mette al centro un principio dell'insegna discount: eliminare tutto ciò che non crea valore per i clienti, concentrarsi su ciò che conta davvero. Dopo che ALDI ha rinnovato il posizionamento in Italia, tornando alle origini col modello Every Day Low Price, la campagna racconta la convenienza in modo inaspettato, ribaltando con ironia alcuni dei cliché del mondo pubblicitario. Il primo soggetto porta sullo schermo una produzione volutamente essenziale e low-budget, con un'area manager ALDI che fa l'attore tra le corsie del punto vendita, un regista emergente, addetti vendita come troupe televisive e anche i clienti. Concept: ‘Risparmiare sulla pubblicità per far risparmiare sulla spesa’. In chiusura il protagonista ribadisce: ‘Noi amiamo il risparmio, per questo risparmiamo sulla pubblicità: così tu puoi risparmiare sulla spesa”. La produzione è di Think Cattleya con regia di Justin Reardon. Oltre alla tv, la campagna prevede Ctv, display, social, radio e out of home. Pianifica Starcom Italia. (23 giugno 2026)
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‘Vivi Parmigiano Reggiano’ di VML Italy invita al viaggio nelle zona della DOP
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Il Consorzio del Parmigiano Reggiano lancia la campagna ‘Vivi Parmigiano Reggiano’, ideata da VML Italy, che invita a scoprire la zona d'origine della DOP come meta di viaggio, fatta di caseifici, borghi, paesaggi e persone, in linea col posizionamento ‘Più grande, insieme’. È un'area racchiusa tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova alla destra del fiume Po e Bologna alla sinistra del fiume Reno, ‘un cuore nel cuore dell'Italia’. Il progetto mira a trasformarla in un'esperienza da scoprire, con la visita al caseificio come punto di partenza. Il nome dell'iniziativa ‘Vivi’ è una call to action diretta, mentre la headline ‘Terra di esperienze da vivere’ è un richiamo a entrare nell'esperienza. Il logo stilizza la forma del territorio elevandolo a simbolo. Il key visual, realizzato dall'illustratore italiano Antonio Colombo, racconta il territorio attraverso scene illustrate, dalla lavorazione in caseificio ai borghi, dal paesaggio emiliano-Lombardo alle forme in stagionatura. Il piano media è studiato per intercettare gli appassionati di turismo enogastronomico. Sfruttando un mix di affissioni in stazioni, aeroporti e autostrade e contenuti interattivi e dinamici su canali digitali e social. (24 giugno 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.