Diciassette icone del Made in Italy nella mostra ‘d_segno Italiano, Italian Excellence Through Design’
Una selezione di oggetti insigniti del ‘Premio Compasso d'Oro Adi’ raccontano gli ultimi 70 anni della storia d'Italia col supporto di filmati originali delle Teche Rai. Promossa da Officina Della Scala, Museo della Permanente di Milano e Adi, la mostra è fino al 31 maggio alla Permanente, a ingresso free
6 maggio 2015 - Una selezione di diciassette oggetti icona del Made in Italy, tutti insigniti del ‘Premio Compasso d'Oro Adi’, raccontano gli ultimi 70 anni della storia d'Italia alla mostra ‘d_segno Italiano, Italian Excellence Through Design’, aperta fino al al 31 maggio presso la Permanente di Milano. La mostra è promossa da Officina Della Scala su idea dell'amministratore unico Giorgio Pozzi, dal Museo della Permanente di Milano e dall'Adi ed è a ingresso gratuito.
Sette filmati originali provenienti dalla Teche Rai accompagnano gli spettatori attraverso sette decadi di storia, partendo dagli anni '50 e arrivando ai giorni nostri, con un suggestivo allestimento che celebra l'eccellenza italiana del design, dell'industria e dell'artigianato.
Ecco i pezzi esposti: la Lettera 22 Olivetti e la macchina da cucire Mirella (anni 50); la televisione Doney di Marco Zanuso e la Lampade Eclisse di Vico Magistretti (anni 60); il divano Le Bambole di Mario Bellini, l'appendiabiti Sciangai di De Pas D'Urbino Lomazzi e la caffettiera Espresso 9090 di Richard Sapper (anni 70); il telefono Cobra di Pasqui e Pasini Associati e i primi laminati decorativi Hpl Diafos di Abet Laminati (anni 80); l'appendiabiti Alessia di Stoppino Giotto, la bicicletta Laser Cinelli di Antonio Colombo e il contenitore Kartell Mobil di Antonio Citterio & G.O. Low (anni 90); The Bellini Chair di Mario Bellini, l'impianto frenante di Brembo Technical Department, il programma tv Rai di lezioni di design di Stefano Casciani, Anna del Gatto e Maurizio Malabruzzi (primo decennio 2000) e infine, a rappresentare gli anni dal 2010 in poi. La Moto Panigale Ducati e lo scarpone Garmonti di MM Design.
L'eccellenza italiana è rappresentata anche dall'esposizione di cinque aziende italiane: i mobilifici Rugiano e Riva 1920, Camagni Cucine Subzero & Wolf, i tappeti Sahrai e Oltrefrontiera Progetti. In concomitanza con l'esposizione, Officina della Scala ha dato anche avvio a ‘d_segna italiano!’, concorso rivolto a studenti di design, dai 18 ai 25 anni, per promuovere la cultura del design italiano. Gli autori dei tre migliori disegni potranno intraprendere uno stage all'interno di aziende italiane di eccellenza.
Hanno collaborato con Officina della Scala Neri e Forcellini per l'allestimento, Cigierre per moquette e tappeti, Rispenia per l'illuminazione e Baldo Altemio per le opere in ferro e in particolar modo la creazione della riproduzione in scala del Compasso d'Oro in ferro crudo posta all'ingresso dell'esposizione.
Isomar Occhi Secchi debutta in tv
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Euritalia Pharma porta per la prima volta Isomar Occhi Secchi in tv con ì una pianificazione estiva pensata per rafforzare la brand awareness del marchio e supportarne le vendite. La campagna, on air per tre settimane fino al 25 luglio e poi dal 2 al 15 agosto per due settimane, rappresenta un importante investimento per il brand, che sceglie un approccio multicanale per raggiungere il grande pubblico nei mesi in cui la secchezza oculare tende ad accentuarsi. Lo spot è trasmesso su Rai 1, Rai 2, Rai News24, Rai Sport, La7, Sky Uno, Sky TG24, Tv8, Canale 5, Rete 4, La5, Focus, Cielo, Real Time, Nove. La copertura digitale prevede Amazon Prime Video, Connected Tv e YouTube. La creatività punta su un linguaggio capace di raccontare in modo immediato il disagio degli occhi secchi e l'importanza di prendersi cura del benessere oculare. (17 luglio 2026)
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Rinnovo globale dell'identità visiva di Lay's a cura del PepsiCo Design & Innovation Centre. Alle soglie dei cento anni di storia, le patatine Lay’s (PepsiCo) hanno rinnovato globalmente l'identità visiva
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Paul Michon direttore della comunicazione corporate di Renault Group. Paul Michon entra in Renault Group come direttore della comunicazione corporate, operativo dal 1° settembre, a riporto diretto di Christian Stein, chief communication officer del gruppo
IGPDecaux reinterpreta Milano nella campagna istituzionale di bikeMi
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È in OOH la nuova campagna istituzionale di bikeMi, il servizio di bike sharing del Comune di Milano e ATM, gestito da IGPDecaux. Mira a posizionare il servizio come componente strutturale dell'intermodalità cittadina, integrata nel sistema di Trasporto Pubblico Locale e capillarmente presente sul territorio. Ne sono protagonisti i quartieri, le piazze e le stazioni reinterpretati attraverso headline che giocano con il linguaggio e col territorio: Dateo gioca sul doppio significato ‘da ‘te/da me’; Conciliazione sull'equilibrio tra vita privata, lavoro e spostamenti; Cinque Giornate ribalta la percezione del tempo; Porta Romana diventa una micro narrazione (‘Marta porta Romana a...’); Gioia gioca sull'emozione di muoversi evitando traffico e congestione. Le cinque grafiche costituiscono il primo flight di una campagna multisoggetto che proseguirà nei prossimi mesi con nuove creatività. Il progetto è ideato e sviluppato dal team Comunicazione di IGPDecaux e dalla sua in-house agency Studiò per la parte creativa, col contributo dell'illustratrice Margherita Caspani. (16 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.