Pernod Ricard vuol fare del whiskey irlandese Jameson un'icona e raddoppiare le vendite entro il 2020
Il numero due al mondo tra i produttori di alcolici investe 220 milioni di euro per migliorare la capacità produttiva del brand premium, con cui arrivare a un miliardo di euro di fatturato. La strategia di crescita per inserirlo tra i 10 spirits più venduti al mondo poggia su una nuova comunicazione, eventi, barman-testimoni e sul coinvolgimento del consumatore tipo identificato nel 'Dude'
9 giugno 2014 - Il gruppo Pernod Ricard, numero due al mondo tra i produttori di spirits (dietro Diageo) con marchi principali Martell, Chivas e Absolut, vuol rendere brand icona il whiskey irlandese premium Jameson, nato nel 1780 e acquisito nel 1988, con l'intenzione di raddoppiarne le vendite da 5 milioni di casse a 10 entro il 2020, fino a 1 miliardo di euro di fatturato. Durante la convention annuale, che si è tenuta dal 4 al 6 giugno in Irlanda, Pernod Ricard ha annunciato di aver dato il via a investimenti per 220 milioni di euro per migliorare la capacità produttiva e lo stoccaggio di Jameson, che attualmente è al 17° posto tra gli spirits più venduti al mondo, classifica guidata da Smirnoff, Johnnie Walker e Bacardi.
Pernod Ricard vuole fare entrare Jameson nella top ten dei più venduti, calvalcando il trend di crescita del segmento dei whiskey irlandesi, che è stato del 7.5% annuo tra il 2002 e il 2012 (contro una media di crescita del mercato degli alcolici del 2.9%). Tuttavia, la quota di mercato del whiskey irlandese per ora è solo il 6% sul venduto globale di whisky, e Jameson pesa per il 68%. Il gruppo punta soprattutto a espandere le vendite nei promettenti mercati degli Usa, della Russia, del Sud Africa, del Giappone e del Brasile, dove il brand è già in crescita.
Per portare Jameson sopra Ballantine's ma senza superare Chivas (altri due brand premium della casa), Pernod Ricard punterà su una nuova comunicazione (incaricata a livello globale è attualmente Tbwa New York), incrementerà gli eventi, soprattutto legati al cinema, dove far vivere una brand experience e continuerà a puntare sui barman come testimonial della storia e della cultura del marchio. Il consumatore tipo di Jameson è stato individuato nel 'Dude' (Discerning, urban, discoverer, experiencer), giovane dai 25 ai 35 anni. Per il suo gusto rotondo (viene distillato tre volte per dare una maggior punta di dolcezza rispetto agli altri whiskey) viene considerato adatto anche al gusto femminile.
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Factorial lancia la campagna globale ‘El Enredo’ che ironizza sulle tante complicazioni sul lavoro
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Fogli Excel duplicati, processi frammentati, comunicazioni che si perdono, attività manuali lente: sono tante le complicazioni sul lavoro, col rischio di ritrovarsi intrappolati in un groviglio di inefficienze. Da questa immagine nasce ‘El Enredo’ (‘Il Groviglio’), la nuova campagna globale di Factorial (software di gestione aziendale potenziato dall'AI) realizzata dall'agenzia Fuego Camina Conmigo. Racconta con ironia e un linguaggio visivo d'impatto il caos che caratterizza la quotidianità di molte organizzazioni. Con la campagna Factorial si posiziona non solo come software per le Risorse Umane ma anche di piattaforma AI per la gestione aziendale. Al centro della campagna c'è una metafora visiva: un enorme nodo composto da cavi, schermi, cartelle, documenti e persone in cui tutto si intreccia senza essere realmente connesso. Dopo una prima fase per stimolare curiosità e conversazione attorno ai costi nascosti della disconnessione tra strumenti e processi aziendali, una seconda fase prevede il lancio globale della campagna, con diffusione di un video che dà vita alla metafora del groviglio. Il film è prodotto da Agosto e diretto da Dario Fau. (23 ottobre 2026)
SULLO SCHERMO227
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A SOUL IN STRUGGLE / Docufilm
P49, società di Padova specializzata in AI, innovazione tecnologica, comunicazione e produzione audiovisiva, ha ideato per la World Scleroderma Foundation il docufilm ‘A Soul in Struggle’ in cui, grazie all'AI generativa, porta sullo schermo Leonardo da Vinci, Michelangelo, Renoir e Paul Klee. P49 firma la regia, affidata al coo Jimmy Cutrino, e le ricostruzioni storiche. Dopo Rimini, Milano e Atene, Venezia è la quarta tappa del percorso internazionale del docufilm in quasi un anno: verrà proiettato nella serata di charity del 17 ottobre al Palazzo del Casinò. (Nel video il trailer)
Grazie all'AI, usata come linguaggio cinematografico al servizio del racconto, tornano visibili i volti, i luoghi e i momenti della vita di quattro grandi artisti del passato accomunati da patologie reumatologiche, dalla fragilità fisica e dalla progressiva difficoltà del corpo, ma che non hanno mai smesso di creare. Alle loro storie si intrecciano le testimonianze di chi oggi convive con la malattia e le voci di Horacio Pagani, Guido Ciompi, Émeric Pinkowicz (Musée Renoir) e Michele Dantini. Il risultato è un progetto in cui arte, ricerca scientifica, cinema e innovazione tecnologica convergono per proporre una narrazione della sclerodermia e delle malattie reumatiche, che parte dalla malattia ma guarda soprattutto alla persona, alla sua identità e alla capacità di continuare a creare.