11 dicembre 2023 - L'AICDC - Associazione Italiana Content & Digital Creators ha chiesto al Parlamento e al Governo una proposta di legge per un codice di regolamentazione e tutela del settore, annunciando che fornirà a breve una proposta. Lo ha fatto a ‘C come economy – Il content creator: un futuro già presente’, evento che ha segnato la nascita ufficiale dell'associazione.
Guidata dalla presidente Sara Zanotelli, AICDC è nata quest’anno per rappresentare il comparto della creator economy, che conta oltre 350mila professionisti e che, secondo le stime di I-Com, ha un potenziale giro d'affari di 2,55 miliardi di euro. Capillare la penetrazione: il 76% della popolazione italiana segue almeno un influencer, 21 milioni di italiani almeno tre e 7 arrivano a oltre dieci. Complessivamente, il 57% degli italiani dichiara di essere sempre interessato ai prodotti consigliati dagli influencer.
Si sono associati già 250 creator, tra cui Khaby Lame (160 milioni di follower su TikTok e 80 milioni su Instagram), Luca Campolunghi, Sespo, Giulia Latini, Gabriele Vagnato, Klaus, Cartasegna, Samara Tramontana, Andrea Muzzi e Ignazio Moser.
Nel corso del convegno, si è parlato molto di etica ed è stato presentato per la prima volta il codice etico di AICDC, un insieme di linee guida definite collegialmente da tutti i professionisti che hanno aderito e che individuano regole chiare, procedure e valori morali a cui uniformarsi, anche per evitare cyberbullismo e hate speech.
“Il comparto della creator economy sta diventando sempre più rilevante nel quadro dell'economia italiana – ha detto Zanotelli -. Ed è per questo che, anche in linea con le indicazioni dell'Agcom, si rende più che mai necessario avviare un dibattito etico e legislativo sulla professionalizzazione della categoria. Con le istituzioni oggi abbiamo avviato un confronto, e siamo pronti ad applicare con i nostri associati il codice etico che ci permette di certificare a tutti i livelli la validità dei creator che fanno parte di AICDC”. Aggiunge il vicepresidente Mauri Valente: “Vogliamo rivolgerci a tutti i professionisti della creator economy, non solo ai frontman, agli influencer e ai creativi digitali, ma a tutto il vasto ecosistema che ruota intorno, dai manager alle agenzie, che si confrontano ogni giorno con una professione le cui dimensioni e i cui confini sono ancora molto sfumati”.
Durante l'evento è stata inoltre annunciata la nascita dell'Osservatorio sulla Creator Economy, in collaborazione con I-Com, Istituto per la Competitività e il Centro di Ricerca in Strategic Change “Franco Fontana” della Luiss, che ha l'obiettivo di analizzare la dimensione in termini economici e occupazionali del mercato dei creator di contenuti digitali in Italia e di elaborare proposte di policy da sottoporre ai decisori politici per indirizzare lo sviluppo del settore a beneficio del Paese. L'Osservatorio è sostenuto dal polo di formazione Digit'Ed e dalla società di gestione del risparmi Nextalia.