13 giugno 2023 - La figura di Silvio Berlusconi, l'uomo che ha rivoluzionato il modo di fare televisione in Italia e poi cambiato il modo di fare politica, mancato all'Ospedale San Raffaele di Milano, è stata al centro dell'attenzione e dei commenti in tutto il globo. Tra le tante voci, anche quelle del mondo della comunicazione e dei media, ambiti in cui è stato grandissimo innovatore.
Davide Arduini, presidente di UNA: “Per il mondo della comunicazione italiana, Silvio Berlusconi è stato sicuramente il più grande innovatore degli ultimi 40 anni, colui che ha affrontato con audacia e intuizioni geniali il rischio e l'opportunità di cambiare le regole del gioco e ce l'ha fatta. Nell'editoria, nella comunicazione, nel modo di ‘fare televisione’ , Berlusconi verrà ricordato come l'imprenditore che, uscendo dalla sua comfort zone, ha introdotto la televisione commerciale in Italia, creando un nuovo linguaggio, complementare a quello necessariamente istituzionale e vincolato del servizio pubblico, in cui gli italiani potessero ‘dialogare’ con il mezzo televisivo. La televisione di Silvio Berlusconi, con la sua pulsante modernità, ha destrutturato il concetto stesso di spettatore attraverso un'azione comunicativa di coinvolgimento diretto e totale. Che si è evoluta parallelamente alle evoluzioni sociali e culturali del Paese. Per questo, oggi, si conclude un'era. Anche se la forza propulsiva di Silvio Berlusconi non si esaurirà con la sua scomparsa, non avrà più lo stesso vigore. Ed è una perdita per tutti noi. Come comunicatori e come cittadini”.
Andrea Imperiali, presidente di Auditel: “Silvio Berlusconi ha dato un grandissimo contributo alla nascita del mercato televisivo facendone un motore di sviluppo per le imprese e, quindi, per il Paese. Fu, tra l'altro, convinto promotore della nascita di Auditel. Intuì che nel regolare le transazioni tra broadcaster e investitori occorreva una currency (l'unità di misura per valutare il ritorno degli investimenti, sia sotto il profilo editoriale che sotto il profilo pubblicitario) riconosciuta da tutti. Così fu adottato un modello di governance, il Joint Industry Committee (JIC), a controllo incrociato, capace di riunire tutte le componenti dell'industria televisiva (i broadcaster, gli investitori, le agenzie, i centri media) attorno adì un concetto di responsabilità reciproca. Il Paese perde un imprenditore di prim’ordine che ha rivoluzionato la televisione italiana innovando il modo di fare cultura con un'informazione multicanale”.
Domenico Colotta, presidente di Assocomunicatori: “Come imprenditore, Silvio Berlusconi ha portato un profondo cambiamento nel mondo della comunicazione. Oltre all'impegno profuso nella politica e nello sport, ha saputo innovare il settore televisivo, aprendo alle emittenti private, che rappresentano un tassello di fondamentale importanza per la cultura italiana”.
Roberto Sergio, amministratore delegato della Rai: “Si chiude una pagina della storia del nostro Paese. Al di là del ruolo istituzionale di presidente del Consiglio da lui ricoperto e della passione politica, voglio ricordare il grandissimo impegno imprenditoriale che ha contribuito ad arricchire il panorama televisivo italiano e non solo. Un impegno che, sia pure nel segno della doverosa concorrenza, ha reso anche Rai più attenta alla qualità e alle esigenze del pubblico televisivo”.
Andrea Duilio, amministratore delegato di Sky Italia: “Silvio Berlusconi è stato un grande personaggio che ha scritto pagine importanti della storia di questo Paese e protagonista del mondo della politica, dei media e dello sport. Vogliamo rendere omaggio al fondatore di una realtà che, per anni, ci ha stimolato a fare sempre di più e meglio”. Sky ha scelto di cancellare le celebrazioni per i suoi venti anni, previste oggi e domani a Palazzo Reale di Milano.
Alessandro Araimo, general manager Sud Europa Warner Bros. Discovery: “Chi ha il privilegio di svolgere un ruolo nel mondo dei media non può che riconoscere in Silvio Berlusconi uno dei più grandi innovatori del settore, sia a livello nazionale che internazionale. A lui mi legano tanti ricordi personali, nel periodo in cui ho avuto la fortuna di lavorare insieme per una delle aziende del gruppo. Il Paese perde un grande visionario, un uomo di un carisma unico, capace di essere costantemente proiettato verso il futuro”.