OpenIA ha comunicato al Garante delle privacy, che aveva imposto lo stop, la prima serie di misure adottate per l'esercizio dei diritti degli utenti e per la tutela dei minori. Dovrà ora realizzare una campagna di comunicazione per informare gli italiani
2 maggio 2023 - È ripartito in Italia ChatGPT, la piattaforma basata su intelligenza artificiale e apprendimento automatico, specializzata nel simulare conversazioni con gli utenti umani, a cui il Garante della Privacy aveva imposto uno stop per raccolta illecita dei dati personali degli utenti e mancata verifica dell'età, anche se il servizio è rivolto solo agli ultra tredicenni
(vedi news). OpenAI, la società statunitense che gestisce ChatGPT, ha fatto pervenire al Garante una nota in cui ha illustrato le misure introdotte richieste. Ha messo a disposizione di utenti e non utenti europei e, in alcuni casi, anche extra-europei, una serie di informazioni aggiuntive, ha modificato e chiarito alcuni punti e riconosciuto a utenti e non utenti soluzioni accessibili per l'esercizio dei loro diritti.
In particolare OpenAI ha:
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predisposto e pubblicato sul proprio sito un'informativa rivolta a tutti gli utenti e non utenti, in Europa e nel resto del mondo, per illustrare quali dati personali e con quali modalità sono trattati per l'addestramento degli algoritmi e per ricordare che chiunque ha diritto di opporsi a tale trattamento;
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ampliato l'informativa sul trattamento dei dati riservata agli utenti del servizio rendendola ora accessibile anche nella maschera di registrazione prima che un utente si registri al servizio;
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riconosciuto a tutti il diritto di opporsi a che i loro dati personali siano trattati per l'addestramento degli algoritmi anche attraverso un apposito modulo compilabile online e facilmente accessibile;
- ha introdotto una
schermata di benvenuto alla riattivazione di ChatGPT in Italia, con i rimandi alla nuova informativa sulla privacy e alle modalità di trattamento dei dati personali per il training degli algoritmi;
- ha previsto la
possibilità di far cancellare le informazioni ritenute errate (dichiarandosi, allo stato, tecnicamente impossibilitata a correggere gli errori);
- ha chiarito nell'informativa che, mentre continuerà a trattare taluni dati personali per garantire il corretto funzionamento del servizio,
tratterà i loro dati personali ai fini dell'addestramento degli algoritmi, salvo che esercitino il diritto di opposizione;
- ha già implementato un
modulo che consente a tutti gli utenti europei di esercitare il diritto di opposizione al trattamento dei dati personali e poter così escludere le conversazioni e la relativa cronologia dal training dei propri algoritmi;
- ha inserito nella schermata di benvenuto riservata agli utenti italiani già registrati al servizio
un pulsante attraverso cui, per riaccedere al servizio, dovranno dichiarare di essere maggiorenni o ultra tredicenni e, in questo caso, di avere il consenso dei genitori;
- ha inserito nella maschera anche
la richiesta della data di nascita prevedendo un blocco alla registrazione per gli utenti under 13 e prevedendo che gli over 13 minorenni debbano confermare di avere il consenso dei genitori.
OpenAI dovrà nelle prossime settimane ottemperare ad alcune ulteriori richieste, tra cui la realizzazione di una campagna di comunicazione per informare gli italiani di quanto accaduto e della possibilità di opporsi all'utilizzo dei propri dati personali ai fini dell'addestramento degli algoritmi. L'Autorità è soddisfatta delle prime misure, riconosce i passi in avanti compiuti per coniugare il progresso tecnologico con il rispetto dei diritti delle persone e auspica che la società prosegua nell'adeguamento alla normativa europea sulla protezione dati. Proseguirà nell'attività istruttoria avviata nei confronti di OpenAI e nel lavoro con l'apposita task force costituita nel Comitato che riunisce le Autorità per la privacy dell'Unione europea.
Il tema sarà, tra l'altro, trattato anche al Parlamento europeo che ha trovato un accordo per norme più severe nei confronti dei software di IA, che saranno votate in Commissione l'11 maggio.