L'emorragia si è fermata, Upa prevede a fine anno il saldo zero per gli investimenti. Da lì si riparte
Incontro annuale di format scenografico, in cui il presidente Sassoli ha dato stimoli alle aziende a innovare e investire, ha confermato la vicinanza ad AssoCom con cui attiverà una Master Class per le giovani leve, ha ribadito la necessità di una banda larga diffusa, del tax credit per gli investimenti pubblicitari, della defiscalizzazione di quelli nell'e-commerce e ha rilanciato il tema di una Fondazione per la Rai
3 luglio 2014 - Dopo sei anni l'emorragia si è arrestata e gli investimenti pubblicitari chiuderanno il 2014 a saldo zero, dopo un primo semestre chiuso a -2%. O per usare le esatte parole del presidente dell'Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi “gli investimenti pubblicitari hanno superato le colonne d'Ercole della rassegnazione, si aprono nuovi orizzonti in cui le marche si lanciano in cerca di una brezza favorevole allontanandosi dalla bonaccia”. Un segno confortato dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010. Investono di più il largo consumo, la finanza grazie al ritorno delle quotazioni, l'automotive (non le tlc però). Così per il 2015 si può auspicare una crescita del 2% e del 3% nel 2016.
È un messaggio di ottimismo ma anche di stimolo a innovare, perché il rompere col passo abituale per muoversi su nuove strade è la via di uscita dall'impasse, quello lanciato dal presidente soprattutto alle grandi marche multinazionali, che avrebbero l'energia per tramutare quel saldo zero anche in una mini crescita dell'1%, dal palco del Teatro Strehler a Milano a una platea mai come gli altri anni gremita (850 i partecipanti) nella parte pubblica dell'assemblea dell'associazione degli utenti pubblicitari italiani. Un incontro che ha avuto un inconsueto format scenografico, con la performance di videoarte dei Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) e la colonna sonora di Luca Saporiti (Lagash), bassista dei Marlene Kunz, a sottolineare il discorso del presidente, intitolato 'Veloce Precisa Molteplice Visibile - la comunicazione senza pause', ispirato in parte alle lezioni americane scritte trent'anni fa ma che Italo Calvino non ebbe il tempo di tenere ad Harvard.
In un'atmosfera all'apparenza surreale, in nome della leggerezza, in realtà sono stati toccati da Sassoli tutti i grandi temi dei suoi otto anni di presidenza. A cominciare dall'annosa battaglia sull'insufficienza della banda larga che colloca oggi l'Italia all'89° posto su 193 Paesi nel mondo laddove l'Uruguay (esempio non scelto a caso) sta al 36° e il Madagascar al 55°, e comunque ci pone ultimi in Europa, mentre le attuali campagne pubblicitarie degli operatori delle telecomunicazione puntano proprio sul valore della banda larga.
Si è riaffermato l'impegno di Upa nell'insistere presso il Governo per ottenere un tax credit sul valore incrementale degli investimenti pubblicitari e la defiscalizzazione degli investimenti nell'e-commerce, svaniti dagli ultimi decreti. E ancora la riforma della Rai che da tre anni Upa vorrebbe con una rete senza pubblicità e svincolata dalla politica, abolendo la Vigilanza che di fatto ha bloccato lo sviluppo della maggior industria culturale italiana, e affidata invece a una Fondazione, in cui ci sia una rappresentanza larga della società civile, espressione di chi paga il canone, in stile Bbc. Una proposta che sembra aver fatto breccia e che potrebbe concretizzarsi nel 2016 quando scadrà il contratto di servizio tra Rai e Stato. Intanto va pensato il modo di recuperare il canone: l'evasione pesa per 600 milioni di euro, basterebbe recuperarne la metà per coprire l'assenza di pubblicità da Rai 1 (che raccoglie per 300 milioni), ancora meno servirebbe per affrancare Rai 2 o Rai 3.
Sul tema delle Audi, un plauso all'innovazione: all'ampliamento entro il 2015 del campione di Auditel che passerà dalle 5.600 famiglie a 15.600, alla misurazione sperimentale, già partita, della fruizione di contenuti televisivi sui pc, smartphone e tablet, all'evoluzione di Audiweb nel misurare l'audience da mobile e la total digitale audience. E sempre in tema di Audi un doppio auspicio: che tutti i player della tv siano rappresentati in Auditel (ci entrino anche Discovery e Sky) e che si concretizzi con modalità più moderne il ritorno di una Audiradio.
Sassoli ha poi riaffermato l'impegno di collaborazione con AssoCom, dalle Audi alla formazione giovanile, annunciando il progetto comune di una Master Class per rivitalizzare figure professionali di interfaccia tra agenzie e utenza come l'account e il media planner. Tema ripreso poi da Marco Testa, presidente di AssoCom, nel suo successivo speech in cui è partito col sottolineare il valore del lavoro creativo e della partnership col cliente (“solo il 57% ci considera partner, il 17% ci vede come fornitori, il 17% come venditori, nemmeno voglio saper cosa ci ritenga il restante 9%”). Ed è stato comune ad Upa e ad AssoCom l'invito alle multinazionali dell'advertising fuoriuscite da quest'ultima a ricompattarsi intorno all'associazione.
Poi sul palco è salito il professor Lorenzo Bini Smaghi col tema della ripartenza dei consumi, indissolubilmente legata a alla creazione di posti di lavoro e al divenire più competitivi, per cui “vanno fatte le riforme, e sappiamo benissimo dove si deve intervenire: giustizia, burocrazia, mercato del lavoro, lotta alla corruzione”. Infine Vittorio Meloni, direttore relazioni esterne di Intesa Sanpaolo, ha evidenziato i punti di forza del sistema economico italiano, in particolare l'industria manifatturiera e l'export, due fattori che hanno consentito al nostro paese di resistere all'onda d'urto di questa lunga crisi.
Calvé, un classico italiano. Prosegue il rilancio con Auge Communication
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Dopo il rebranding firmato da Auge Design, parte la nuova campagna di Calvè a cura di Auge Communication (vedi news) basata sul concetto che in un Paese che cambia continuamente gusti, abitudini e linguaggi, esistono cose che non smettono mai di essere attuali. Sono i grandi classici italiani. E Calvé è uno di questi. Il film mostra una sequenza di paragoni e situazioni immediatamente riconoscibili. Da ‘mezzogiorno da nonna e mezzanotte da Piero’ fino ai ‘nuovi Classici’ il racconto costruisce momenti e comportamenti che fanno sorridere perché parlano di noi. E di Calvé. La produzione è di Think Cattleya con regia di Pedro Pinto. Attraverso inquadrature ravvicinate e punti di vista inaspettati, il film accompagna lo spettatore all'interno dei momenti raccontati, facendolo sentire parte della scena. Oltre alla tv, la campagna prevede digital e social per amplificare il racconto e coinvolgere il pubblico in una conversazione sui grandi classici italiani. Pianifica Mindshare. (7 luglio 2026)
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Raphaël de Andréis assume la nuova carica di chief strategy officer di Havas accanto a quella di ceo Western Europe. Havas ha nominato Raphaël de Andréis a chief strategy officer carica che aggiungerà a quella di di ceo Western Europe
Coo’ee firma la campagna del Festival Internazionale del Cinema Nuovo. Coo’ee Italia firma anche per il 2026 la campagna di comunicazione del Festival Internazionale del Cinema Nuovo, diretto da Luigi Colombo, rinnovando la collaborazione con Mediafriends
Bonomelli conferma la gestione di digital e social a I MILLE. Bonomelli ha rinnovato l'incarico a I MILLE Creative Consultancy (Gruppo TXT) per la gestione strategica e creativa dei canali digitali
Luca Secondini direttore marketing di Mercedes-Benz Italia. Luca Secondini entra in Mercedes-Benz Italia col ruolo di direttore marketing alla guida della Direzione Data Driven Customer Journey
Continua la crisi della pubblicità sulla stampa, -6,2% nei primi cinque mesi del 2026. Tra gennaio e maggio il fatturato pubblicitario del mezzo stampa in generale ha subito una flessione del 6,2%
Aperto il bando Milano Pitch 2026 per giovani autori di editoria e audiovisivo. Sono aperte le candidature a Milano Pitch 2026, contest per aspiranti scrittrici e scrittori, sceneggiatrici e sceneggiatori lombardi under 40, che mette in palio borse di sviluppo per 26.000 euro
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Teo Teocoli ambassador di LeoVegas nello spot di A. Testa sul gioco responsabile
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Teo Teocoli è protagonista della nuova campagna di LeoVegas dedicata al gioco responsabile, nuovo capitolo nel percorso di sensibilizzazione avviato dal brand nel 2025 con la campagna ‘Nonno Leo’. Con Teo Teocoli, LeoVegas parla al pubblico con un linguaggio immediato, popolare e fortemente riconoscibile, portando al centro della comunicazione il messaggio che il gioco deve rimanere un momento di intrattenimento da vivere con equilibrio, consapevolezza e responsabilità. Al centro c'è lo spot creato da Armando Testa in cui Teo Teocoli veste i panni di Felice Caccamo che, dopo trent’anni di onorata carriera da cronista, torna in campo per farsi voce e volto del concetto di limite. In uno studio televisivo, una sequenza sempre più invadente di effetti speciali finisce per rompere l'equilibrio per poi culminare nel cuore del messaggio: quando si supera il limite, si perde il focus su tutto il resto (‘Il gioco è bello quando dura poco’). Il racconto si chiude poi con un invito esplicito all'utilizzo degli strumenti di controllo, come i limiti di deposito e l'autoesclusione, ribadendo che il vero gioco è quello responsabile. Fin dalla fondazione, LeoVegas Group ha posto il tema del gioco responsabile e della tutela del consumatore al centro della cultura aziendale. Tra i vari strumenti dedicati, c'è la piattaforma LeoSafePlay che mette a disposizione metodi di autovalutazione, limiti personalizzati, consigli pratici e informazioni utili per favorire un approccio al gioco più consapevole. La campagna sarà in tv, su Meta e in programmatic dal 19 luglio a settembre con media a cura di Media Italia. (7 luglio 2026)
SULLO SCHERMO225
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IL PRIGIONIERO / Drammatico
Arriva nelle sale italiane ‘Il Prigioniero’ ('El Cautivo'), film del 2025 diretto da Alejandro Amenábar, anche compositore della colonna sonora, con principali protagonisti Alessandro Borghi e Julio Peña. È una co-produzione italo-spagnola, con la partecipazione di MOD Producciones, Himenóptero e Propaganda Italia, oltre che di Netflix e Rai Cinema. Viene distribuito da Lucky Red. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival, poi è approdato al Torino Film Festival. Dura 2 ore e 14’
È la storia romanzata delle avventure giovanili di Miguel de Cervantes, catturato dai corsari dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto e condotto ad Algeri per ottenere un ingente riscatto dalla famiglia, che però non ha i cespiti per salvarlo. Tenuto prigioniero dal crudele e sanguinario Hasán Bajá (Hassan Veneziano), reggente di Algeri tra gli anni 70 e 80 del XVI secolo, Cervantes progetta improbabili evasioni. Ma ha dalla sua la capacità di ideare racconti, che prima narra ai nobili compagni di prigionia, distraendoli per quanto possibile da un presente di dolore, morte e disperazione (a meno di abiure), e poi allo stesso Hasán, con cui nasce un rapporto di attrazione in stile Sherazade/Mille e una notte. Riuscirà a salvarsi e il mondo avrà il capolavoro Don Quijote de la Mancha. Colpiti dalla scenografia, con ogni inquadratura che pare un dipinto, si esce un po' frastornati per la lentezza della seconda parte e per il dubbio di quanto di vero ci sia nel racconto. Spoileriamo: sono fatti storici accertati la cattura e la prigionia, i cinque anni ad Algeri, la liberazione grazie a un riscatto raccolto dai frati Trinitari per le vie di Algeri (apporto della famiglia a parte). Finzione i dialoghi e il rapporto con Hasán. Ma costituiscono gran parte del fascino del film.